Gertrude Stein, LA STORIA GEOGRAFICA DELL'AMERICA

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Gertrude Stein, LA STORIA GEOGRAFICA DELL'AMERICA O IL RAPPORTO DELLA NATURA UMANA CON LA MENTE UMANA, @ Random House Inc., 1936, traduzione e Introduzione, pp.5-14, di Giulia Niccolai, Milano, La Tataruga Edizioni, 1980, pp.1-175

 


"Sulla Stein si scrive, si scrive e non serve a niente; il fatto è che per principio la sua opera rifiuta d'essere mediata. In altre parole, ognuno è libero di fare o non fare il suo trip Gertrude Stein ma questa scelta dovrà per forza essere autonoma e responsabile. Se si parte si viaggia da soli, nessun Virgilio prende per mano, La storia geografica dell'America non è né storia, né geografia, né America come noi le intendiamo.": retro di copertina.


Riguardo allo stile della Stein, "si tratta di concentrazione, ovvero l'omissione di ciò che non è essenziale; è il modo più comune, più disadorno e meno aggraziato di voler dire quello che si dice e di dire quello che si vuol dire.": W.G. Rogers, When This You See Remember Me: G.S. In Person, The Bobbs Merril Co. Inc., New York, 1948: Introduzione, p.11.


Una citazione-campione: "..Io sono io perché il mio cagnolino mi conosce, egli è il mio pubblico, anche se il cagnolino è un grosso cane, eppure conoscendomi il cagnolino non mi fa veramente essere io no non proprio perché dopo tutto essendo io io sono io non ha veramente niente a che fare con il cagnolino che mi conosce, egli è il mio pubblico, ma un pubblico non vi dimostra mai che voi siete voi..".