Francis Scott Fitzgerald, LA CROCIERA DEL ROTTAME VAGANTE

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Francis Scott Fitzgerald, LA CROCIERA DEL ROTTAME VAGANTE, @ 1924, traduzione e Introduzione: ‘La strada e l’automobile: due miti americani’, pp..9-17, di Roberto Cagliero, In copertina: Meridiana poliedrica, XVI secolo, Amsterdam, collezione Morpurgo. Palermo, Sellerio editore, 1985, pp.1-78

 


Un giorno d’estate del 1920 Zelda e Scott Fitzgerald partirono dal Connecticut per un avventuroso viaggio che li avrebbe portati a Montgomery, in Alabama, dove abitavano i genitori di lei, su un’ automobile da lui battezzata Expenso (da ‘expensive’, costoso).


“..Sotto la luce della torcia consultai la cartina sulla guida..Dieci minuti più tardi apparve quella che pur sembrando un’unica luce si divise ben presto nella mezza dozzina di finestre gialle d’un emporio di campagna. Avvicinandoci potemmo distinguere all’interno i suoni confusi di molte voci. Accostai, e fummo immediatamente raggiunti da due negri in età avanzata e da un quartetto di ragazzini neri ai quali chiesi della benzina..Ci furono discussioni finché uno dei ragazzini partì imbronciato alla ricerca d’un secchio. Quando tornò, un secondo ragazzino portò il secchio sulla strada, e dopo una quindicina di minuti un ennesimo ragazzo arrivò con tre litri di benzina..

Scoprimmo che entrare in Richmond era difficile. La città era situata dietro barricate inespugnabili..ma alla fine si arresero permettendoci d’arrivare alla nostra inevitabile destinazione, il Miglior Albergo della Città..Ma un altro avvenimento era destinato a disturbare ulteriormente la serenità scossa della giornata. Era un pezzo di lingua. Giaceva quieto e con relativa discrezione al centro del tappeto, e sollevatolo delicatamente con la punta d’una matita, capii che giaceva lì da parecchie settimane. Mi voltai di scatto, mentre sentivo la voce di Zelda che parlava tesa e irata al telefono. - Un vero schifo! -. Cinque minuti più tardi, mentre Zelda era avvolta nel fumo del bagno caldo, bussarono alla porta. Aprii al portiere, tormentato e strisciante. Dietro di lui stavano tre inservienti di colore, muniti di grandi pale..La lingua, di tinta ancora rossastra, era quasi impercettibile sul lugubre tappeto cremisi. Alla fine la scorse ed invitò uno dei negri a metterla al sicuro..- Mi spiace molto, prima di stasera non c’è mai stata carne morta in nessuna stanza, signore -. - Lo spero bene - dissi con fermezza. - Buona notte -. Chiuse la porta..

Continuammo a viaggiare, diretti verso un sole giallo pallido che sorvolava le colline nere e verdi in lontananza. - Oh no! - esclamò Zelda, improvvisamente costernata. Guardava fisso una pagina della guida del Dottor Jones. - Cosa succede? -. - Tra la Carolina del Nord e quella del Sud c’è un ponte a pedaggio, e non ci è rimasto nemmeno un centesimo! -. - No - dissi - Andremo all’ufficio del telegrafo di Spartanburg e li convinceremo a telegrafare a Greenville che ci mandino i nostri soldi -..Ci sedemmo fuori, sul Rottame Vagante, per una mezz’ora, guardando invidiosi la gente ben nutrita che passava, poi il telegrafista uscì e ci disse che non eravamo più al verde, ma forniti di trecento dollari. Quasi gli piangemmo addosso, ma rifiutò la mancia..

Vendemmo il Rottame Vagante a Montgomery - avevamo deciso, ovviamente, di tornare a Westport in treno..”

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