Joseph Conrad, ROMANZI OCCIDENTALI

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Joseph Conrad, ROMANZI OCCIDENTALI, Introduzione, pp.XV-LXXXIII, di Franco Marenco. In copertina: James MacNeill Whistler, Trafalgar Square, Chelsea, olio su tela. Milano, Mursia editore, 1981, pp.1-1122

 


p.13  Nostromo @ 1904 - traduzione di Rosa Zerbini e Ugo Mursia

p.344  L’agente segreto @ 1906 - traduzione di Ugo Mursia e Renato Prinzhofer

p.539  Con gli occhi dell’Occidente @ 1911 - traduzione di Reanto Prinzhofer e Ugo Mursia

[p.783  Il caso @ 1912]


<Nostromo>

Siamo a Costaguana, piccola repubblica sudamericana in perenne ebollizione. Qui vive Nostromo, un italiano (si chiama in realtà Fidanza), che gode fama di leggendario coraggio tra i portuali. L'argento della miniera di San Tomè, che sta per cadere in mano dei ribelli, deve essere posto in salvo: Nostromo si assume l'incarico di portarlo in un'isola vicina. Ma la rivolta è domata, e nessuno fa più caso alla sua impresa. Ferito nell'orgoglio, Nostromo lascia che tutti credano che l'argento sia perduto in mare. Intanto però ama Gisella, solo che è legato a sua sorella Linda dalla promessa fatta alla madre delle due sorelle quando si trovava in punto di morte. Linda, ferocemente gelosa, si scopre tradita e istiga suo padre a ucciderlo. Nostromo porta nella tomba il segreto del tesoro.

“..Aveva la bocca arida. Arida per il sonno pesante e per l’estrema ansietà dei suoi pensieri, come non era stata prima d’ora. Si può dire che Nostromo assaporasse la polvere e le ceneri del frutto della vita che aveva addentato sino in fondo nella sua fame di lodi. Senza spostare la testa dai pugni, tentò di sputare davanti a sé -“Tfui”- e borbottò un’imprecazione contro tutti i ricchi..”;

“..Vide la miniera di San Tomè incombere sul ‘Campo’, su tutto il paese, temuta, odiata, opulenta; più crudele di qualsiasi tiranno, più spietata e dispotica del peggior governo; pronta a schiacciare innumeri vite nell’espansione della sua grandezza.”.


<L’agente segreto>

E’ la storia d’un agitatore prezzolato, spia d’Ambasciata, Adolfo Verloc, uomo indolente, innamorato della moglie Winnie, che l’ha sposato solo per assicurare un’esistenza tranquilla al fratello Stevie, un giovane dalla mente debole, per cui ha un affetto profondissimo. Verloc è minacciato dal segretario dell’Ambasciata per cui egli lavora di licenziamento, se non riuscirà a provocare qualche atto terroristico che provochi l’immediata attività repressiva della polizia contro i rivoluzionari, uno dei quali, il Professore, procura un congegno esplosivo a Verloc, il quale si serve, per gettarlo contro l’Istituto di Greenwich, dell’irresponsabile cognato, che rimane sfracellato nell’esplosione. Winnie, saputa la verità, uccide con una coltellata il marito, fugge a cercar salvezza presso un antico compagno di lui, Ossipon; ma, avendola questi abbandonata, saltando dal treno, su cui aveva promesso di condurla a Parigi, dopo averla derubata del denaro che suo marito le aveva affidato prima che lo uccidesse, si getta una notte da una nave che traversa la Manica.


<Con gli occhi dell’Occidente>

Victor Haldin, studente universitario, ha assassinato un eminente uomo di stato, persecutore d’ogni libertà. Prima di far perdere ogni traccia di sé, chiede temporaneo rifugio al condiscepolo Razumov. Ma questi lo denunzia, per cui è arrestato, processato e impiccato. Razumov, qualche mese dopo, è al servizio della polizia segreta russa, per scoprire un complotto antizarista nel quartiere di Ginevra ‘La Petite Russie’. Una tra i cospiratori, Natalie, la giovane sorella di Haldin, chiede a Razumov, all’unico amico menzionato dal fratello, di far luce sugli ultimi giorni dello stesso, accordandogli piena fiducia. Razumov, vinto dalla bontà di Natalia, finisce con l’additare in se stesso il delatore e poi fugge. Ma, avendolo altri cospiratori sdegnati picchiato sì da renderlo sordo, finisce per morire sotto un tram. Natalia vivrà in una città russa del centro, consacrandosi agli orrori delle prigioni e alla miseria dei tuguri.