William Faulkner, ZANZARE

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William Faulkner, ZANZARE @ Mosquitoes, 1927, traduzione di Giulio De Angelis, Milano, Mondadori, 1957, pp.1-371

 


Cronologicamente il secondo (e uno dei più belli) dei romanzi.

Una ricca signora con velleità di mecenatismo riunisce una variegata fauna umana, pescata perlopiù negli ambienti artistici e bohemien di New Orleans, per una crociera che si rivela disastrosa, perché lo yacht (il Nausikaa) si arena sin dal primo giorno tra le rive basse e paludose del lago Pontchartrain. Insieme al Nausikaa anche il suo carico umano si arena, ma questo naufragio avviene su banchi di parole che si accumulano inesorabili. Come in un esperimento classico questi esemplari, confinati in un ambito ristretto e costretti alla convivenza, offrono un saggio completo della propria intima natura. Le zanzare del titolo sono anche, metaforicamente, questi personaggi molesti e sostanzialmente inutili, eppure perennemente smaniosi di protagonismo, che si arrendono davanti al confronto impari tra sproporzionate ambizioni e desolante pochezza.