GIAN PAOLO ORMEZZANO, Il Vangelo del Vero Anti-juventino

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GIAN PAOLO ORMEZZANO, Il Vangelo del Vero Anti-juventino, Milano, Armenia Editore, 2005, pp.191

[Esergo] “..Ma procedendo nella stesura di questo libro, che tenevo dentro da tempo e che adesso, con i suoi argomenti, urge tutto per venire al mondo passando per il pertugio sottilissimo delle mie povere doti di scrittore, mi rendo conto che..”: p.57.

[Un ecumenico Mario Soldati rimprovera GPO, torinista] “Più o meno mi disse (cito a memoria): ‘Se lei come me avesse fatto il duro mestiere di torinese in esilio, saprebbe che si può tifare per una squadra della propria città  ed intanto non esecrare l’altra, anzi all’altra si deve volere persino un po’ di bene, perché si tratta pur sempre di sorelle che vivono nella sua casa lontana’…Apprezzo ma non partecipo, non ce la faccio proprio.”: p.40.  

[La moviola] Boiata 1) Già in “Tutto il calcio parola per parola” [v. recensione] si leggeva alla voce: SPETTACOLO: “Uno dei più colossali equivoci del lessico calcistico. Tutti parlano di calcio-spettacolo, nessuno accetta LA TESI PER CUI QUESTO GIOCO E’ COSI’ POVERO ATLETICA
MENTE E TECNICAMENTE, TANTO E’ VERO CHE PER GIOCARLO BASTANO I PIEDI, CHE LO SPETTACOLO VERO E’ COSTITUITO DAL CONTORNO, di cui magari fanno parte, e attiva, proprio quelli che invocano lo spettacolo, intanto che proprio loro lo fanno”: ivi, p.211.  

Nel “Vangelo” la boiata 1 è ribadita: “..DEVO DIRE CHE SECONDO ME IL CALCIO, NON PER NULLA PRATICATO CON I PIEDI, E’ SPORT ABBASTANZA POVERO DI MOTIVI ATLETICI E TECNICI SUOI, VALIDI PER TENERLO SU COME SHOW SPETTACOLARE E CATTIVANTE E SOPRATTUTTO CONTINUO. IL CALCIO..NON E’ PIU’ QUELLO DELLA PARTITA, O LO E’ PER UNA PARTE PICCOLISSIMA DEL PROPRIO FENOMENO": p. 58.

Boccia la moviola, "per virtù della quale il calcio" diventerebbe “tutto preciso, giusto, onesto, chiaro”: p.58: senza contare che (boiata 2) “..LA PARTITA  E’ SOLTANTO UN PASSAGGIO, LA VERA PARTITA DURA TUTTA LA SETTIMANA”: p.58. E il “contorno” di “Tutto il calcio parola per parola” è notomizzato: “..la polemica, l’incertezza, le discussioni, le biscardaggini, i processi, il teatrino, il teatraccio, il Bar Sport con la sua caciara, il bordello permanente, il video invaso tutta la settimana da esseri bercianti, urlanti, deliranti”: p.58.

Per me, invece, forte di qualche migliaia di partite viste fin da ragazzo, l’assoluto è la partita: mi beo dei vari titillamenti del pallone; vorrei emulare il Brera di “63 partite da salvare”, i cui rilievi tecnico-tattici in corso d’opera trovan riscontro nel risultato finale; sollecito cambi dalle panchine; e per converso spengo l’audio di certi commentatori domenicali e ho smesso di vedere ‘Controcampo’.  

[Boiata 3]  “...Il denaro è immorale in assoluto [MA CHI L’HA DETTOO?] e quasi sempre nel relativo delle sue [dello sport, Ndc]] frequentazioni”: p.55. Fa il paio col bando a ”successo e ricchi dividendi” di Carlo Martinelli (v. “Storie di pallone e  bicicletta].

[Caso Lobo]  Incontro Juventus-Derby County  di Coppa Campioni 1973 e la presunta telefon ata pre-match a Lobo di Allodi. “..Mi venne in mente in quel lungo momento che, se avessi voluto fare io il titolo portante a dire della faccenda tutta, la cui soluzione era ampiamente prevedibile, avrei usato le parole che l’”Unità”, organo del partito comunista,  aveva messo in prima pagina per titolare la chiusura del processo Montesi..: ‘Li hanno assolti tutti’”: p.61.

Mancava la prova: la cassetta con la registrazione della telefonata non fu mai trovata.

[Neologismi] “..Furino, otto scudetti con quella Juventus che -mi sbaglio?- lui non ama più furinamente e furiosamente come un tempo”: p.69; “..la Juventus ha perso così l'occasione di distruggere psicobellicamente l’avversario: p.75; “..di genesi tifoidea bianconera o sempli cemente neutrale”: pp.119-120.

[Freddure o - "Sono piuttosto portato, lo dicono in tanti, ai giochi di parole": p.179 - giochi di parole]  “Da Melfi...un sodalizio di cuori Toro intitolato GPO Club, dalle iniziali di un giornalista amico che si chiama Gian Paolo Ormezzano, e trattasi di un enorme regalo incommensurabile e mobile (il club va con la sua bandiera un po’ in tutti gli stadi) e nobile, anzi sin troppo nobile, al povero diavolo di quel giornalista”: p.135; “ ..E qui vien bene precisare che la Juventus è sempre parca di interventi sui giornalisti..La Juventus è algida, cinica, efficiente, chiude i rubinetti, comanda il silenzio, amen..Se poi c’è un legame vero d’amicizia, funzionano certe frasi speciali da interpretare come lontani segni di fumo (di ‘fummo’ per chi sa come andavano meglio le cose in un tempo purtroppo ormai remoto)”: pp.114-115; “..Bene, devo chiudere il libro..forse ho battuto così tante volte il nome intero o abbreviato del club aborrito perché così, in qualche modo, ho battuto la Juventus o la Juve”:  
p.185.

[Refuso]  “..Mi piace battermi con lei [la Littizzetto, Ndc], persino più di quanto mi piaccia spartire il Toro con l’ipertifoso Piero Chiambretti, al quale ho salvato autenticamente la vita la sera, anzi ormai la notte in cui [IN CUI?, Ndc], dopo la finale di Manchester con la Coppa dei Campioni vinta ai rigori dal Milan sulla Juve, con noi due stretti come bambini trepidi su un divano davanti al teleschermo su cui Sheva (detesto i soprannomi, ma quella sera l’ucraino è stato il mio dolcissimo Sheva) aveva calciato il pallone decisivo”: pp.116-117.