Alberto Brambilla, PALLEGGI IN PUNTA DI TASTIERA

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Alberto Brambilla, PALLEGGI IN PUNTA DI TASTIERA - Capricci e invettive in forma di recensione, prefazione di Darwin Pastorin, immagini (tecnica mista) tratte dal quaderno autografo 'Semicalcio' di Piero Cazzola n.t., Milano, sedizioni, 2007, pp.155

Bibliografia: Alberto Brambilla-Sergio Giuntini, "Scrittura e sport", 2003; Alberto Brambilla-Luigi Surdich, "Il calcio è poesia", 2006; Alberto Brambilla, "Viola come il sangue" (romanzo), 1998.

L'antefatto del libro è un micidiale "casino telematico" ("Nel senso che a un certo punto il mio vecchio, fin allora fedele, PC è impazzito, paf, crock, cash, puffff") intervenuto "sul contenuto di alcuni files racchiusi in una cartella intitolata '150 RECENSIONI A LIBRI DI SPORT', in parte spazzate via, in parte sopravvissute in diversa forma, ora acefale, ora mescidate, ora vaffanculate all'altra cartella 'RACCONTINI E SCORCIATOIE', una ventina, anch'essi devastati e bisognosi di restauri"): pp.11-12.

Il tentativo di "ricomporre il tutto" è un fallimento, nel senso che le recensioni non sono più recensioni e i racconti non sono più racconti.

Tra un bersaglio fisso (le TV, a pagamento e non, tipo "Telavendo, Radiogorgonzola, Radiografia, Teladò, Radiopapa e Telesanmarino": p.99; e i talk-show sportivi serali); profezie apocalittiche ("Forse siamo davvero in vista della fine, del crollo dell'impero": p.55; "Non ne possiamo più di questo calcio stanco, senza vita. Che crolli il tempio e muoia Sansone - fisicamente sarà stato simile a Bobone Vieri? -": p.107); e un epinicio a Ormezzano ("Ciò che colpisce me lettore e studioso..è la sua estrema generosità di scrittura, al limite della dissipazione...E quindi elogio la vastità degli interessi e il carattere in qualche modo sperimentale - anche sul piano linguistico - dei suoi lavori...Il tutto governato da una moralità tutta piemontese, sebbene mescolata ad un anarchismo latente ed una certa leggerezza, almeno in senso auto-ironico": pp.144-145), il libro s'affloscia come un soufflé mal cotto, riesce una ciambella senza il buco, ha la stessa fluidità d'una maionese impazzita.