Osvaldo Soriano, ARTISTI, PAZZI E CRIMINALI

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Osvaldo Soriano, ARTISTI, PAZZI E CRIMINALI [Artistas, locos y criminales, @ 1983 Osvaldo Soriano], Milano, Rizzoli, 1986, pp.151  Fuori catalogo

Già ai personaggi d’invenzione (il predicatore Noriega, l’attore Lucas Rosenthal, Esteban Carballo nel romanzo: “L’ora senz’ombra”; l’acrobata Coluccini, il banchiere Lem, Barrante in quello: “Un’ombra ben presto sarai”), Soriano, al di là del loro indulgere a qualche stranezza, attribuisce solo azioni e reazioni primarie, utilitaristiche, calate in una forma frugale e sorridente.

Questo valorizzare il “che dire” in luogo del “come dirlo” si ripropone a maggior ragione in “Artisti, pazzi e criminali”: tre biografie, pubblicamente condivise, d’uno scrittore, d’un regista e d’un compositore-interprete argentini.


<Roberto Mariani (1893-1946)> Fu uno dei più brillanti narratori della sventura e della disperazione e lasciò tre libri di racconti, uno di poesie e tre romanzi, fra cui: “Cuentos de la oficina” (1925), minuziosa osservazione del “proletario dal colletto rigido”, gli impiegati della P.A. argentina. “..Si indignava al punto che le vene della fronte gli si gonfiavano dinanzi a qualche ingiustizia, per piccola che fosse”: p.55; “La sua unica passione fanatica, in cui riversava il risentimento e la frustrazione di tutti i giorni, era il calcio”: p.58; “..Il credo anarchico di Mariani si trasformava, spesso, in semplice umanitarismo. Il 9 agosto 1927 il quotidiano ‘Critica’ pubblicò un pezzo dello scrittore, indignato per il ritardo della Corte di Giustizia statunitense nel pronunciarsi sul caso di Sacco e Vanzetti”: pp.61-62. Messo fine a tre volumi di racconti, non li pubblicò “perché adesso mi dedico al disprezzo della gente e a un pessimismo astioso e negativo”.

“La sua opera non pubblicata è scomparsa in un modo fra i più crudeli. La vedova del suo amico Aurelio Rizzo, il quale conservava gran parte dei racconti inediti vendè tutte le carte a qualche libraio di cui neanche si ricorda. Un discendente di Mariani che ha ereditato alcuni suoi libri e scritti li ha regalati a un amico e questi a sua volta li ha dati a un giovane di diciott’anni. Il ragazzo è morto un mese fa e sua madre, sconvolta, ha bruciato tutte le sue cose. Ognuna di queste morti aggiunge morte all’opera del narratore”: p.66.

< Mario Soffici> Fu protagonista degli inizi del cinema argentino (“Viente norte”, “Prisioneros de la tierra”, “Barrio Gris”)

<Lucio Demare - Il tango, dal Abasto a Parigi> “..Non ho mai fatto roba qualsiasi per tirar su soldi. La gente che mi segue lo sa che è stato così, che non ho mai fatto concessioni al cattivo gusto..Credo che fra le mie cose ce ne sia qualcuna da salvare: ‘Moussette’, ‘Mananitas de Monmartre’, ‘Sentimiento tanguero’, ‘Sorbos amargos’, ‘Malena’, ‘Solamente ella’, ‘Hermana’”: pp.137-138.

E’ utile a sapersi che queste e altre musiche dell’epoca si possono ascoltare gratuitamente su siti quali: www.virgiliomymusic.it e www.lastfm.it