Emilio De Martino, CAROVANA AZZURRA

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Emilio De Martino, CAROVANA AZZURRA - Confidenze del “Calciatore” ai ragazzi ed ai tifosi, foto in b.n.n.t., Milano, Atalanta Editrice, 1946, pp.255

“..Ebbene, non si pranza oggi? Costantino si alza e va a toccarsi il nodo della cravatta davanti a uno specchio; Orsi fa una pallottola di carta e gliela calcia contro la schiena, Ferrari disapprova con gli occhi la monelleria. Vien dentro frettoloso e sorridente un altro..Il sorriso largo gli prende tutta la bocca e gli spiove giù sulla spalla squadrata e sul torace pieno: - Ciao, Pizziolo; e lui risponde al saluto, felice come una matricola: racconta che ha fatto il bagno in una vasca troppo corta per la sua statura, e dice ‘orta. Rientra Meazza, ma va a sedersi lontano dai compagni, e se ne sta lì un po’ trasognato e indifferente; di me [di lui, Molzio, ndc] pare si siano dimenticati”: Romolo Molzio, I CALCIATORI AZZURRI ALL’ALBERGO, in: AA. VV., Prima antologia degli scrittori sportivi, a cura di G. Titta Rosa e F. Ciampini, Nota introduttiva di Alberto Brambilla, Arezzo, Limina, 2005, pp. 194-195, Edizione anastatica della 1.a edizione, Lanciano, R.Carabba Editore, 1934.

“..Quando abbiamo raggiunto la squadra, ogni stanchezza e ogni preoccupazione erano già sfumate. Buonumore, soltanto buonumore. Chi teneva cattedra era Serantoni, che voleva farsi perdonare quel piccolo errore che ha provocato il gol dei francesi [Mondiali ’38, Quarto di finale Francia-Italia 1-3, ndc]. Masetti, coi suoi ormai celebri trucchi di prestigio, lo ha subito battuto per due punti a zero, secondo il generale verdetto. Piola non parlava: ammirava una bellissima fotografia d’un giornale francese, che l’ha riprodotto mentre lancia l’ultima vittoriosa stoccata verso la rete del portiere di Francia. Meazza, che dopo la partita di Parigi era dolorante per un colpo alla caviglia, sta molto meglio; è quasi certo che potrà giocare giovedì [Semifinale Italia-Brasile 2-1]: Emilio De Martino, CAROVANA AZZURRA, Milano, Atalanta, p.216.

Antico (“..E la grossa automobile ci trasporta al campo del Reale Club di Madrid. Qui ci attende una sorpresa.: p.31) giornalismo “pane e salame” (detto in senso assolutamente positivo), che Molzio, nell’articolo, restringe alle ore che precedettero la Finale mondiale ’34 Italia-Cecoslovacchia; mentre De Martino, in questo rarissimo volume, estende a un arco di tempo che va dal ’28 (viaggio in treno della “Carovana azzurra” a Oporto per un’amichevole Portogallo-Italia) ai tre Mondiali vinti nel ’30 (Olimpiade di Berlino’36 compresa).

A proposito dell’oro olimpico, la vera finale avrebbe dovuto essere, non Italia-Austria, ma Italia-Perù o Italia-Polonia. Il risultato del Quarto era stato: Austria-Perù 2-4 (pt 2-0; st 2-2; ts. 2-4). Ma durante l’incontro, entrarono in campo degli estranei e un giocatore austriaco ricevette un calcio, che poi lo fece un po’ zoppicare. La giuria d’appello della Federazione ordinò la ripetizione dell’incontro, già vinto dal Perù, al che il Perù per protesta non si presentò. Avanti l’Austria. Nella semifinale (decisa a tavolino) l’Austria superò la Polonia.

 

 

 

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