Sandro Picchi, QUANDO IL PALLONE S'INDIAVOLÒ

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Sandro Picchi, QUANDO IL PALLONE S'INDIAVOLÒ - Dal calcio fantasista al calcio totale, Sesto Fiorentino, Editoriale Olimpia, 2008, pp.119

Picchi (Firenze, 1941), giornalista e scrittore, è stato capo dei servizi sportivi de "La Nazione". Ha pubblicato: 'La grande storia illustrata del ciclismo' (1986), 'La grande storia illustrata del Giro d'Italia' (1993), 'Le Voci dello Sport' (2003), 'Quanta strada ha fatto Bartali' (2005) e 'Fiorentina: 80 anni di storia' (2006). Vive a Firenze.

Il tema trattato è il dualismo: vocazione all'estemporaneità del calcio - spinta a razionalizzarlo: "Cos'è che 'ci riconcilia con il calcio'? Un'accorta disposizione tattica, un'efficace diagonale difensiva, un pressing intenso, un buon filtro a centrocampo o quell'attimo miracoloso che da solo 'vale il prezzo del biglietto'?...I pur importanti 'assetti tattici', le squadre 'messe bene in campo', le lavagne e gli schemi..mai dovrebbero soffocare l'individuo, il giocatore, il fantasista": p.18.

Fino a metà anni '60, il giocatore di fantasia, che le squadre si disponessero col "sistema" o col "catenaccio", godè di grandi privilegi e considerazione: "Con entusiasmo se ne gustavano le arti calcistiche, con pazienza se ne tolleravano i capricci, la pigrizia, i vizi, la boria, a patto che, improvvisamente, sprigionassero il talento. Il segreto era lì, nell''improvvisamente'":: p.38. Si va da Cevenini III, detto Zizì, a Cesarini, Wilkes, Nyers, Skoglund, Bronèe, Martino, Boyè, Cappello, Amadei, Sivori. "Il margine di tolleranza di cui il giocatore di talento godeva era molto ampio e raramente gli veniva contestato di allenarsi, di faticare e di lottare meno degli altri": p.47.  

A metà anni '60 la triplice svolta: a) arrivo di Heriberto alla Juventus; b) attacco di Brera agli abatini; c) finale 1966 di Coppa Campioni Ajax - Liverpool 5-1, che annuncia il "totaal voertball", il calcio totale olandese.

Heriberto porta il rigore, la disciplina e il principio d'uguaglianza ("Sivori come Coramini"). Uguali nel rispetto degli orari, nell'impegno durante gli allenamenti, nella disciplina in campo e fuori, nella partecipazione collettiva alla partita; fino allo scontro e alla cessione di Sivori al Napoli.

La polemica Brera-Rivera (sosteneva che Rivera criticava il libero perchè quel modulo, sottraendo un giocatore al centrocampo, riduceva il numero degli aiutanti che voleva a sua disposizione), allargata ad altri nazionali: Mazzola, Corso, Bulgarelli, non riuscì molto favorevole ai giocatori di piede delicato.

Nel 'totaal voertball', "l'idea stessa di giocare a calcio senza ruoli fissi..era di per sè quanto di più innovativo si potesse immaginare e inoltre a nessun giocatore veniva impedito (v. Crujiff) d'esprimersi con l'ispirazione del momento, ma al contempo la partita era interpretata con una visione di gruppo in base alla quale nessuno era indipendente..In sintesi: 'puoi fare ciò che vuoi, ma non puoi farlo senza gli altri'": pp.58-59.

Di qui, per molto tempo, tanti muscoli, tanto pressing, tanti scontri, tanta tattica.

In questo calcio il fantasista non scompare, ma, trovato più comodo alloggio nel ruolo di ala: Meroni, Claudio Sala, Causio, Bruno Conti; dopo l'esplosione dei fantasisti "leggeri e atipici": Mancini, Zola, Baggio, Del Piero, Di Canio, Benny Carbone; è approdato, in "una sorta di evoluzione della specie": p.95, "alla razza dei fantasisti moderni, più forti e più attrezzati sul piano fisico: Totti, Zidane e Ibrahimovic, "il quale unisce, alla statura e alla potenza muscolare e fisica, una tecnica deliziosa e provocatoria e una capacità d'inventare notevole": pp.108-109.

"Il rimedio, per impedire che nel calcio certe fasi di gioco, specialmente quando le squadre sono ancora fresche, somigli sempre più a una tonnara [l'espressione è di Gianni Mura, ndc] non può essere che una modifica del regolamento..Attualmente un calciatore non può essere in posizione di fuorigioco se si trova nella propria metà campo, in futuro questa 'zona franca' potrebbe esser estesa fino all'area di rigore..o perlomeno a metà strada tra la linea di metà campo e l'area di rigore": p.116. L'idea è condivisibile, ma, coi geni ai vertici della F.I.F.A., difficilmente attuabile.