Maurizio Barendson, IL MEGLIO DEL CALCIO 1946-1978

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Maurizio Barendson, IL MEGLIO DEL CALCIO 1946-1978, Prefazione di Antonio Ghirelli, Napoli, Guida, 1978, pp.260

Barendson (Napoli, 1923 - Roma, 1978), di lontane origini olandesi, responsabile dei servizi sportivi del “Giornale d’Italia” (testata romana nata nel 1901 e chiusa nel 1976), apertasi l’era televisiva, inventa le più note rubriche sportive, da Domenica Sprint (1965, realizzata, fra gli altri, da registi come Nanni Loy, Damiano Damiani o l’esordiente Gianni Amelio) a Dribbling, che lo sostituì alla fine degli anni ’60. Da 90° Minuto - varato insieme a Paolo Valenti - a L’altra domenica, un connubio fra sport e spettacolo al quale associò fin dall’inizio Renzo Arbore. Con la riforma della Rai del 1976 diventa capo dei servizi sportivi del Tg2.
Bella antologia di suoi articoli e servizi curata da Antonio Ghirelli.

<Goals regalati agli amici>
“..Gianni Agnelli o del calcio come splendore..La sua aneddotica è fatta anche di piccole leggende. C’è quella, ad esempio, dei goals regalati agli amici, fatti su misura. Siamo agli anni del dopoguerra. Agnelli è già presidente e in odor di scudetto..In questo clima il tifo giovane di Agnelli (non ancora dirigente industriale) impazza, si bea, si esalta..Quando la Juve è in vantaggio nelle partite più facili o nelle amichevoli può avvenire di tutto. Ognuno del seguito sceglie il goal che più vorrebbe veder realizzato e lo chiede, lo propone, all’’avvocato’. C’è chi si limita a indicar l’autore della rete, chi ‘detta’ la manovra, lo schema. Agnelli si consulta, scrive un ordine su un bigliettino e lancia un messo dalla tribuna al campo con le istruzioni del caso..Chi non vorrebbe regalare, offrire goals su misura esclusivi, ai suoi amici più cari?Accontentarli tutti come un re nei loro vizi di tifosi? Ma tutti.”: pp.179-180.

<Che Juliano, ragazzi!>
“..Per quanti tifosi del Napoli ho conosciuto in vita mia, uno come Massimo non l’avevo mai visto..Il tifo come specchio della propria condizione. Potrei fare un libro su questo argomento, una galleria di grandi italiani, da Montanelli a Rumor, da Nanni Loy a Forlani, da Mario Soldati a Ugo Tognazzi, dal poeta Sereni a Pietro Garinei, da Mike Bongiorno a Leone Piccioni..Ma più di tutti sceglierei Ranieri, le sue unghie rovinate dall’attesa del risultato, la cravatta aperta per alleggerire la pressione, il suo sguardo persin drammatico nella concentrazione della notizia, dell’immagine”: p.175.

<Autoritratto in confessione> [pubblicato su una rivista specializzata il 30 ottobre 1973, ndc]
“Scrivo di me stesso forse per la prima volta..Tento la strada telegrafica e naturalmente aneddotica..Prima lettura (allora proibitissima) Moravia, con il che si delinea subito l’intreccio, il cocktail di tutta una vita. Letteratura e sport, tifo e arte possono coesistere come interessi?A giudicare da chi scrive e da buona parte di amici o comunque di esempi, direi proprio di sì. Ghirelli insegna..Scopro gelide albe per seguire la squadra dei tifosi..Mi divido fra Roma e Napoli. A Roma studio come regista: ho la premonizione che il cinema non mi vuole..Sfollato da Napoli nei pressi di Salerno mi becco lo sbarco alleato..Arrivo a Roma: vado alla radio dove un ufficiale americano mi insegna che tutto si può tagliare e che ciò che conta nel lavoro radiofonico è il rispetto dei tempi e degli orari..Alterno radio e giornalismo..Lo sport mi ritorna dentro, pur coesistendo con altri interessi..Nel giornalismo sportivo come in altri rami della vita italiani si è fatto un vuoto. E’ il vuoto che creano tutte le guerre accelerando il passaggio di generazioni..Comincia l’epoca dei grandi viaggi, delle esperienze, degli incontri importanti. Conosco i grandi della vecchia generazione, il colto e raffinatissimo Carlin, il suggestivo Roghi, il romantico De Martino, il bravo Boccali. E i nuovi come Brera, Nutrizio e Bernardini, che oscilla fra le prime esperienze d’allenatore e quelle originali di giornalista”: pp.189-191.

Segue la presenza in TV.