AA.VV. - RACCONTI DI GLORIA

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AA.VV. - RACCONTI DI GLORIA - L’epica dello sport italiano nelle pagine del Corriere della Sera. A cura di Tommaso Pellizzari, foto in b.n. e a c. n.t., Rizzoli - Fondazione Corriere della Sera, 2006, pp.262

L’archivio di riferimento, qui, non è esteso quanto quello dello “sport verità” di Luigi Gianoli o dell’enciclopedismo di Umberto Moggioli (“Il più bel gioco del mondo”, prefazione di Ottorino Barassi, Torino, A.S.E., 1955, pp.430); di Giordano Goggioli (“Storia e leggenda degli eroi degli stadi , vol.I: Calcio, Roma, Edizioni Sportive Italiane, 1979, pp.384); di Lamberto Artioli (“I più grandi - I campioni e gli avvenimenti che hanno fatto la storia pubblica e segreta dello sport mondiale nei giudizi di 192 giornalisti, scrittori, artisti, registi, esperti, amici e avversari, Presentazione di Ruggero Orlando, Milano, Sonzogno, 1980, pp.283; “I grandi match - Quando lo sport diventa storia”, Milano, SugarCo, 1983, pp.576); o di Vladimiro Caminiti: “Juventus 90 anni di gloria”, voll.I, II, III, pp.1042, vol.IV (statistiche), Milano, Forte, 1987.

La crestomazia di Pellizzari è suddivisa in quattro capitoli (Calcio, Ciclismo, Automobilismo e Motociclismo, Altri sport), ciascuno dei quali segue un ordine cronologico.

A parte qualche bambocciata storico-letteraria (“..Fausto è allungato sulla bicicletta come il siluro di un sommergibile nel tubo dei lanciasiluri…Donne pazze vogliono regalargli sacchetti di gianduiotti: volano qua e là come fagiani involti di carta oleata che dovrebbe proteggere dei mazzi di fiori”: Orio Vergani, “Coppi trionfatore nella tappa dei 4 colli, 7-8 luglio 1952”: p.101; “..Sono questi i momenti della nostra vita in cui sentiamo risvegliarsi il nostro orgoglio di italiani e guardiamo con più amore la nostra bandiera”: Ciro Verratti, “Sfolgorante vittoria di Zeno Colò nella gara olimpica di discesa libera, 16 febbraio 1952”: p.206; “..Noi non discuteremo le fasi tecniche,.e ci è indifferente se il sinistro di Carnera sia più attivo e più valido del suo destro. A noi basta constatare che l’atleta si è battuto con smisurato coraggio, con orgoglio fascista, con coscienza italiana, e che la sua arte non ha avuto discontinuità: è stata sempre lucida e, infine, travolgente e demolitrice”: Adolfo Cotronei, “Il trionfo di Carnera nel combattimento di Nuova York, 1° luglio 1933”: p.232, il “Corriere” più recente sfigura rispetto al primo.