Gunnar Nordhal, ORO E CAMPI VERDI

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Gunnar Nordhal, ORO E CAMPI VERDI [Titolo dell’opera originale: Guld och grona planer], foto in b.n.n.t., Milano, Mondadori, 1955, pp.138


<Non sono un entusiasta del calcio inglese>

“..Certo non discuto i ‘maestri’ del passato. Ma il loro declino mi sembrò evidente sin da quelle partite in tournée [del Norrkoping, ndc]. Poi sono venute le due schiaccianti vittorie  dell’Ungheria, la prima delle quali sull’imbattuto campo di Wembley..La bontà della scuola si riconosce sempre in alcuni dettagli, come il gioco di testa e la tecnica dei passaggi lunghi e radenti. Ma il marcamento dei terzini è sempre troppo largo e disinvolto [strano: nel WM i terzini erano, col centromediano, la difesa stessa, ndc]: troppo spesso manca la collaborazione tra compagni, ad esempio tra il laterale e l’interno, così che il gioco risulta molto dinamico, ma impreciso e non organico [strano: e la decantata forza del quadrilatero?, ndc]: pp.31-32.

< Il contratto>
“..Io, Gunnar Nordhal, dovevo impegnarmi a giocare per il Milan per due anni e mezzo a partire dal 13.1.1949. Il mio compenso sarebbe stato di 1000 corone al mese, circa 120.000 lire, oltre ai premi-vittoria. Un appartamento in affitto al costo di quanto pagavo in Svezia.; sarebbero inoltre stati depositati a mio nome 12 milioni di lire italiane”: p.52.

<Le lettere e le telefonate anonime>
“..Una volta, alla vigilia d’un Milan-Inter, mi venne recapitata una lettera in cui mi si invitava a non partecipare all’incontro adducendo una scusa qualsiasi. ‘Sappiamo che avete moglie e un figlio. Se tutto ciò v’interessa, astenetevi dal giocare, se invece vi è indifferente, allora...’. Un’altra volta una profonda voce maschile chiese del signor Nordhal: ‘Lo sa che la sua signora se l’intende col portiere del Milan?’. L’improvvisa rivelazione avrebbe dovuto sconvolgermi al punto da non giocare.”: pp.73-74.

<Statistiche>
“..A tutto agosto del 1954 ho partecipato complessivamente a 456 partite (fra quelle di campionato e quelle internazionali) ed il numero dei gol da me segnati è pure di 456”: p.88.

<Il ‘cannoniere’: dettagli anatomici>
“..Tira più forte chi ha il piede piccolo e la gamba muscolosa e corta. Se i miei ricordi di scuola m’aiutano bene, è un po’ la stessa faccenda dei vantaggi della leva corta sulla leva lunga per sollevare un peso”: pp.108-109..

<Contro il catenaccio>
“..Mi ribello all’idea che il ‘catenaccio’ sia qualcosa di meglio del WM, anzi secondo me è una moda destinata a passare con la stessa velocità con la quale s’è imposta..Non vedo cosa possa imparare un attaccante, della Spal o di qualsiasi altra squadra che fa di regola il catenaccio. Imparerà a fare il terzino, il mediano di rottura, il ‘francobollo’, ma mai a disegnare un’elementare azione d’attacco, mai ad arricchire il suo repertorio con qualcosa di più che sia l’elementare contropiede”: pp.118-120.