Beppe di Corrado, TUTTA COLPA DI PAOLO ROSSI

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Beppe di Corrado, TUTTA COLPA DI PAOLO ROSSI - Il romanzo del calcio italiano da Spagna ’82 a Germania 2006 e oltre, Casale Monferrato, PIEMME Edizioni, 2008, pp.223.

Il format ideale di Beppe di Corrado sono - “un personaggio, un’interpretazione originale” - gli articoli d’una pagina su “Il Foglio”, dei quali “Doppio passo” (Arezzo, Limina, 2006) rappresenta una, molto ridotta, campionatura.
Qui, sia perché i capitoli comprendono fino a due (Bergomi - Antognoni; Allodi - Moggi; Giannini — Pirlo; Franco Baresi - Beppe Baresi) e a tre (Bagni - Dino Baggio - Gattuso; Rozzi - Zamparini — Lotito; Sacchi - Giampaolo - Beretta) ritratti, sia perché alcuni, inediti, eccedono il consueto numero di cartelle, questa peculiarità stilistica è posta un po’ in sottordine.
Non sono, poi, inediti una dozzina di ritratti (Allodi, Franco Baresi, Sacchi, Dino Baggio, Giampaolo, Beretta, Cassano, Totti, Roberto Baggio, Pirlo, Lotito).

<La metafora della tv>
“La magia è il pulsante verde: ‘Premi qui’. Sette, otto, nove schermini: Milano, Roma, Napoli, Torino, Firenze, tutto. Un canale e le partite a turno. Come lo chiamano? La girandola, sì. Oppure lo spezzatino. Cioè tutto il calcio minuto per minuto alla tv..Oggi puoi andare al mare e se vuoi hai i gol direttamente sul tuo telefonino. Puoi stare negli Stati Uniti e vederti ogni singola partita di A sul tuo computer..

L’ultimo ‘Novantesimo minuto’ è stato molto un dovere e poco un piacere..Valenti sorvegliava da cerbero la situazione..C’era il più tecnico (Giannini da Firenze), ma purtroppo voleva sempre dire troppe cose insieme e alla fine s’impappinava; e quello che improvvisava, come Tonino Carino da Ascoli, conscio dei suoi limiti ma anche del fatto che non era, in fondo, una cosa seria, ed era bellissimo così; Cesare Castellotti, con la larga cadenza piemontese a rassicurare le popolazioni locali magari intimidite, pochi secondi prima, da qualche evoluzione pindarica di Ferruccio Gard o da un cachinno di Luigi Necco preso di peso direttamente da piazza Plebiscito o dallo sfogo di qualche scugnizzo di via Toledo..

Poi è cambiato tutto. Primavera ’92 è la data. Nero. Cioè la rivoluzione del criptato. Telepiù, la scoperta collettiva dei diritti tv, l’arrivo del posticipo..
E’ arrivata l’era Mediaset, poi quella Sky. Sui campi adesso vanno cronisti che sanno ogni cosa: una scheda per ogni calciatore, un ‘immagine per ogni emozione”: pp.103-111.

In presenza di molti commentatori (v. le cronache da Marte, il pianeta cotto, di Caressa) azzero l’audio.