Gianni de Bury, LA FACCIA DEL CALCIO

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Gianni de Bury, LA FACCIA DEL CALCIO, postfazione di Luciano De Crescenzo,foto in b.n.dell’autore n.t., pp.1-148, Napoli, Franco De Mauro editore, 1989

Gianni de Bury è scrittore, giornalista, fotoreporter e memoria storica del Calcio Napoli

Bibliografia

Gianni de Bury-Luciano De Crescenzo, La domenica del villaggio, Milano, Mondadori, 1987
Gianni de Bury, Frijenno magnanno - Le mille e una ricette napoletane, Franco Di Mauro editore
1990
Gianni de Bury, Luciano De Crescenzo, Istruzioni per l’uso, Roma, Edizioni Associate, 1996
Gianni de Bury, Sapori di casa nostra (genere: cucina), Napoli, Franco Di Mauro editore, 1998

In seguito al trasferimento dell’archivio personale - decine di migliaia di fotografie e negativi -dalla propria abitazione in un altro luogo, de Bury s’è ritrovato a rispolverare vecchie buste e scatole contenenti immagini, valse a suggerirgli l’idea di assemblarne una parte, inframmezzate da un testo, in un album.

<Tipologia dello spettatore>
I frequentatori del San Paolo  rientrano in due ordini: i ”paganti” e i “non paganti”.
Nell’ordine dei paganti rientrano tre categorie: gli “abbonati cronici” (inclusi i tifosi organizzati in sigle), gli “abbonati occasionali” (chi riceve in dono l’abbonamento per servizi, non retribuiti a tariffa) e gli “sbigliettati” (quelli che acquistano i biglietti).
Nell’ordine dei non paganti rientrano la categoria degli “omaggisti”; quella degli “aventi diritto” (dalla stampa scritta e audiovisiva, ai consiglieri della società, ai familiari degli atleti ed al personale dipendente), quella degli “elencati” (compresi in elenchi nominativi emessi da vari Enti , come Croce Rossa, ENEL, SIP, concessionari della pubblicità ,ecc.) e la più importante: i “portoghesi” (proverbiali l’iniziativa dei ‘tombini’ adiacenti, in seguito muniti di speciali grate di ferro; e, una volta, quella del ‘muro finto’: rimossi, prima dell’inizio dell’incontro, i blocchi di tufo con cui, la notte precedente, era stato otturato il buco praticato nel muro di cinta dello stadio.): pp.29-40.

<I trasfertisti>
Gennaro ‘o cacaglio (balbuziente), organizzatore di pullman supereconomici, fatto oggetto degli sfottò dei passeggeri, per aver loro raccontato, durante il viaggio, d’esser vittima costante dei ladri, richiestagli una fermata ‘tecnica’, quando tutti si furono allontanati, andò a parcheggiare in un punto più lontano e nascosto, lasciando sul posto un pezzo di cartone con scritto: “’E mariuol’ s’anno futtuto pure ‘o pullman. Facitavella ‘a ‘ppere” [a piedi, ndc]: pp.42-43.

<La faccia tosta>

“..il famoso giro di trionfo del Comandante quel giorno avrebbe potuto avere esiti imprevedibili. E così fu. Non appena la sua figura apparve sul terreno di gioco, dal pubblico si levò la più sonora salva di fischi che al San Paolo si fosse mai sentita. Roberto Fiore [il vice di Lauro, ndc] che lo seguiva preoccupato si affrettò a prendere posto al suo fianco. Dopo qualche istante di evidente imbarazzo e non appena il clamore dei fischi andò spegnendosi, don Achille, infastidito si rivolse a  Fiore e, con aria di severo rimprovero, l’apostrofò: ‘Roberto! Ma perché ti fischiano? Non vuoi capire che devi tenere la bocca chiusa? Avrai detto qualche sciocchezza che la stampa avrà regolarmente riportato a mia insaputa e adesso il pubblico, giustamente, reagisce. Toccherà a me, come al solito, metterci una pezza e rimediare il mal fatto’”: pp.55-56.

<I guardoni innocenti>
Sole o pioggia, vento o neve non li distoglieranno dal sostare per ore lungo i muretti o dall’invadere interamente i vialetti d’accesso agli spogliatoi, per poter intravedere per un attimo, o dal finestrino d’un pullman o attraverso i vetri dello sportello d’una macchina, il profilo dei personaggi da loro ritenuti celebri.: pp.58-59.

<La scaramanzia>
“..’E’arrrivato Tizio..ratta-rà’, è quello l’allarme che vola sugli spalti da orecchio a orecchio.
Ratta-rà, per chi non è di Napoli, va spiegato: non è voce onomatopeica che esprime il rullo del tamburo, ma significa: metti in atto ripetutamente e velocemente il gesto scaramantico con cui prendi contatto con l’attributo fallico (leggi più semplicemente: grattati ove non guarda il sole).”: p.71.

<I precari della domenica>
Tra gli “interni” rientrano i controllori ai varchi, gli addetti alla bouvette, i venditori di tabacchi, e gli striscionisti, addetti al compito di stendere, sorvegliare e custodire i vari striscioni preparati con straordinaria rapidità in piccole fabbriche nei vicoli napoletani.
All’esterno troviamo i bagarini, i bancarellari moda-arredamento (sciarpe, cappelli, bandiere e trombe) e quelli della ristorazione, che preparano sostanziose “marenne” (colazioni) a base di pane, salsicce e friarelli (un tipo di verdura saporitissima che si trova solo nel napoletano) e con una punta  di “cerasiello” (peperoncino rosso).: pp.87-91.

<Viste e non viste>
Riprende e sviluppa il tema del trasloco.

<La mancia e la mazzetta>
Definita in dialetto partenopeo con il termine di “mazzetta”, la mancia è di due tipi: la “giornaliera” e la “periodica” (in occasione delle feste comandate, incluso il ferragosto).
Nel mondo del calcio non c’è, in linea di massima, l’abitudine di elargire mance.

<Il pianeta bagarino>
“..La vera attività  commerciale ha inizio non appena la fila ai botteghini diventa di consistente lunghezza. Il bagarino, infatti, già in possesso dei biglietti acquistati, comincia a offrire la merce a coloro che in fondo alla coda danno segni di avvilimento o riluttanza. Basteranno pochi minuti e dalla pressione della domanda dipenderà la consistenza dello ‘sgobbo’ da applicare.
La contabilità in tempo reale ogni singolo bagarino la ottiene applicando un ingegnoso sistema di controllo operativo. Formerà un unico mazzetto composto da biglietti e soldi, ma diviso in tre parti ben definite. La parte superiore sarà costituita dai biglietti che, venduti a prezzo maggiorato, consentiranno di stabilire il rientro del capitale investito, la parte centrale sarà formata dalla carta moneta  man mano incassata e che fungerà da elemento separatore dai sottostanti biglietti che, se venduti, determineranno l’utile netto ricavato dall’operazione.: pp.115-117.

<Le minori>
De Bury ha avuto per anni l’occasione di seguire da vicino l’attività del settore giovanile del Napoli, come “addetto” alle minori.
“..I minori li ritengo essere l’ultima spiaggia per la salvezza d’uno sport fra i più belli e popolari del mondo.”: p.120.

<L’informazione audio-visiva>

Fino alla fine degli anni Cinquanta, per ottenere notizie fresche durante la partita “fuori casa”, luogo di maggior aggregazione era la sede del “Mattino” in Galleria Umberto, dai cui altoparlanti un cronista diligente, senza fare la radiocronaca vera e propria, segnalava di tanto in tanto gli avvenimenti salienti.
La Rai mandava in onda, in diretta, una sola partita commentata da Nicolò Carosio; solo negli anni Sessanta Bertolucci iniziò “Tutto il calcio minuto per minuto”; per avere, quindi, una panoramica degli avvenimenti, bisognava attendere la tarda serata quando Eugenio Danese iniziava la sua rubrica: “Questo campionato di calcio”.
Il Mattino, il Roma, il Corriere e la Gazzetta dello Sport, articoli scritti da Gino Palumbo, Antonio Ghirelli, Maurizio Barendson, Gianni Brera e altri avrebbero dettato legge fino all’uscita del Calcio illustrato, ricco finalmente di immagini fotografiche degli avvenimenti più significativi.
Le cose cambiano con l’avvento della televisione di Stato e, dagli anni Settanta, con quello delle prime radio “libere”. I primi radiocronisti, per così dire clandestini, trasmisero le radiocronache del Napoli dai microfoni di Radio Antenna Capri.: pp.123-124.

 

 

 

 

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