Cesare Bonacossa, VITA AL SOLE DI ALBERTO BONACOSSA

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Cesare Bonacossa, VITA AL SOLE DI ALBERTO BONACOSSA, tavv. in b.n.n.t., Milano, Soc. Editrice Stampa Sportiva, 1956, pp.181

Il conte Alberto Bonacossa (Vigevano, 1883 - Milano, 1953), da atleta e da organizzatore dello sport ha avuto come missione la diffusione nelle masse dell’idea sportiva con uno scopo etico e pedagogico.
- Rinuncia a seguire le orme paterne nell’ambito dell’industria manifatturiera (filatura della lana) di Vigevano.
- Si laurea in ingegneria (specializzazione chimico-industriale) alla Technische Hochschule di Karlsruhe con una tesi sul sistema di produzione degli esplosivi.
- Nella Prima guerra mondiale “..quale ufficiale del genio era un po’ la bonne à tout faire di tutti i reparti: chiamato qua e là dove c’era da costruire un ponte, da fortificare una trincea, da aprire un camminamento, da far argine a qualche canale creato dalla pioggia insistente”: p.74.
- Prime cariche: segretario cassiere dell’Automobile Club di Milano, presidente della Commissione tecnica dell’Automobile Club di Milano e presidente effettivo della Federazione Motociclistica Italiana: p.76.
- Nel 1920 fu tra i fondatori della Federazione italiana dello Sci (FIS) che mirava al rilancio delle attività sciistiche in Italia e di cui divenne il primo presidente.
- Come atleta è stato per dieci anni campione italiano di pattinaggio artistico sul ghiaccio e per tre anni con la consorte contessa Marisa campione italiano a coppie; giocatore di tennis (per tre volte finalista nel campionato italiano di doppio) appartenne alla squadra nazionale nelle Olimpiadi di Anversa e nei campionati del mondo a Bruxelles; ha praticato l’alpinismo, il calcio, il podismo, il canottaggio, il nuoto, l’atletica leggera e pesante: p.157.
- Nel 1925 entra, come rappresentante italiano, nel Comitato Internazionale Olimpico (CIO)..
- Nel 1928, nei Manuali Hoepli, esce: Bonacossa-Lambertenghi, IL TENNIS, con 96 ill.ni e 4 tavv. f.t. e appendice statistica fino al 1928, Milano, Hoepli, 1928, pp.366.
- Nel 1933, acquista “La Gazzetta dello Sport”.
- Nella qualità di membro italiano del Comitato Olimpico Internazionale, ottiene l’assegnazione delle Olimpiadi all’Italia: per quelle invernali del 1956 a Cortina d’Ampezzo e per quelle estive del 1960 a Roma.