Giorgio Tosatti, SE QUESTO È SPORT

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Giorgio Tosatti, SE QUESTO È SPORT - Campioni,vittorie e sconfitte degli ultimi 20 anni di calcio e dintorni, prefazione di Marco Tosatti, Milano, Mondadori, 2008, pp.1-159

Raccolta di articoli apparsi sui quotidiani: "Il Mattino", "Il Giornale", "Guerin Sportivo", "Corriere della Sera", "Tuttosport", "Corriere dello Sport-Stadio"; sul periodico: "Sette"; e nel libro: G.Tosatti e altri, LA FAVOLA DEL CALCIO ITALIANO, Roma, Il Parnaso, 1994.
Come in: "TU CHIAMALE, SE VUOI, EMOZIONI, Milano, Mondadori, 2005, svelte e concise paginette di sport, che pure "è una forma culturale complessa, si nutre di simboli, vive di sentimenti e di storie, ha un enorme potere-dovere di rappresentanza, cresce in proporzione alla possibilità per il pubblico d'identificarsi nei suoi campioni": p.121.

< Il tradimento di Baggio >
In Fiorentina-Juventus 1-0 del 1991, con la Juve in svantaggio, a tirare un rigore accordatole non si presenta l'ex Baggio, ma De Agostini, altro rigorista eccellente, che lo sbaglia.
Maifredi gliel'aveva promesso, a scanso di polemiche se Baggio, rigorista infallibile, avesse sbagliato proprio contro la Fiorentina.
Il prezzo: la pessima figura fatta, nel venir meno ai suoi doveri verso una società da cui era lautamente pagato; e per Maifredi, il "mandare in campo un giocatore così condizionato emotivamente, il quale "perché dovrebbe segnare in azione se non è disponibile a farlo nel modo più semplice?".
Ma "Baggio è fortunato; se avesse rifiutato di tirare il rigore nell'era Boniperti sarebbe finito fuori squadra. Ma probabilmente qualcuno gli avrebbe spiegato in tempo utile perché, nella vita, sia necessario fare il proprio dovere soprattutto quando è scomodo e sgradevole": p.98.

< Come se John Wain andasse dall'avvocato >
In Olympique Marsiglia-Milan 1-0 di Coppa Campioni 1991, nel recupero 2t, lo spegnersi di qualche lampada dell'impianto porta alla momentanea sospensione e, alla ripresa, decisa dal delegato Uefa, al ritiro della squadra da parte di Sacchi e Galliani.
I rossoneri avrebbero dovuto obbedirgli. Ciò non inficiava il loro eventuale diritto a sporgere reclamo; ma "quel furbesco aggrapparsi a qualche lampada in meno, a qualche scampolo di tempo, era indegno d'una squadra impostasi all'attenzione del mondo…Era come scoprire John Wain ricorrere, piagnucolante, all'avvocato per farsi giustizia": pp.99-100.