Beppe Viola, VITE VERE

Stampa PDF

Beppe Viola, VITE VERE compresa la mia, in copertina Viola ritratto da Altan, prefazione di Enzo Jannacci, Milano Libri Edizioni, pp.1-174, 1981

Viola (Contursi Terme, 1939 - Milano, 1981), giornalista, telecronista e umorista.
All'agenzia Sportinformazione a metà anni Cinquanta, passa in Rai nel 1961. Tiene per anni su Linus la rubrica 'Vite vere'. Si occupò anche di cinema (sceneggiatura e dialoghi di: 'Romanzo popolare' di Monicelli), canzoni e cabaret, insieme ad Enzo Jannacci e al gruppo del Derby Club di Milano (Villaggio, Andreasi, Magni, Boldi, Cochi e Renato, Teocoli, Toffolo).
Bibliografia:
L'INCOMPUTER Bompiani, 1974
QUELLI CHE…, Baldini&Castoldi, 1992
COCHI E RENATO, Rino Fabbri, 1976

< Vita da Rai >
"In tutte le aziende esistono privilegi individuali grandi e piccoli [e, per converso, diritti negati, ndc], il cui scopo è quello di risolvere, al di fuori dei riconoscimenti ufficiali, il problema delle gerarchie..Il territorio in cui si svolge il servizio è, in questo caso, il terzo piano della Rai, corso Sempione 27, Milano...Prima di concludere, un breve cenno sull'uso dei privilegi comuni, le tessere gratuite per il cinema e gli estintori che abbelliscono i corridoi del terzo piano. Circa la disponibilità delle tessere, non c'è alcuna pregiudiziale..Per ciò che riguarda invece l'estintore, ognuno è libero di farne l'uso che crede. Però, in caso d'incendio.": pp.47-49.

< Casual più che mai >

Il dualismo: 'quelli bravi del tennis' (Borg, Mc Enroe, Gerulaitis) e 'i disperati del tennis', che dai primi "attendono con ansia nuovi suggerimenti sull'impugnatura o sull'avvitamento del tronco in fase di volée": pp.74-75.

< Il calcio va difeso >

"Ma qui dove andiamo a finire? Se anche la televisione si mette a fare del disfattismo sul campionato di calcio, sulla nazionale [è la vigilia dei Mondiali in Argentina, ndc] e su tutto ciò che coinvolge la palla rotonda vuol dire che stiamo per sballare..Allora, ammettiamo per un attimo che la domenica milioni di italiani..decidano di rimanere a casa a leggere dei libri o a parlare fra loro. Di che dovrebbero parlare? Ma di politica, perdio!..Ma ve la immaginate una campagna trasferimenti dei parlamentari? L'Hilton fatto coi Bucalossi e i Di Marzio?..Provate a scambiare il Transatlantico per un mercato o definire venduto o comprato un sottosegretario. Sono casini grossi, amici. Poi, naturalmente, ci sarebbero i soliti furbi, diciamo i più ricchi, a pretendere l'apertura delle frontiere..E allora addio Pannella, signori miei. Per lui non rimarrebbe che trovarsi un posto in qualche squadra indiana o aprire un ristorante per digiunatori.":pp.77-78.

< Trent'anni di autogol >
"A me me fanno ride quelli che dicono di essere onesti. Bella forza, c'hanno paura dei caribba. mica della coscienza..Questa è la società, queste so le leggi de oggi. Io devo fondà na scuderia, er club 'combattenti della vita'…Ma come? A me m'hanno sempre detto che i ricchi so fiji de mignotta perché so loro che comandano e fanno i cazzi loro. Embè? ..A me me pare giusto,..a sessanta comincio a capì come s'à da da fa per stare al monno..Pe trent'anni me so fatto autogol.": p.95.

< Analisi di 'Il poeta e il contadino' >

"Il clima della trasmissione è tipico della coppia, per la prima volta responsabilizzata anche sul piano ideativo. Cochi rappresenta uno snob isterico e prepotente, malato di poesia, che brutalizza puntualmente Renato nelle vesti di un simpatico cialtrone..L'introduzione è un lungo dialogo tra i due che si conclude con un violento litigio e relativo duello, realizzato in termini paradossali..La trasmissione si chiude con la canzone intelligente, musica e testo del clan in polemica con il mondo sclerotizzato e banale dei discografici.": pp.164-165.