Giorgio Mottana, A.C.MILAN

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Giorgio Mottana, A.C.MILAN - Inferno e paradiso del "diavolo", pp.7-86, Tabelle riassuntive, pp.87-96, Firenze, Edi Grafica, 1977


"..A un tipo come Viani apparteneva meno invece una frase del genere, che tuttavia garantiamo genuina: 'Il calcio è geometria, ma è anche musica. A Salerno dal colpo di testa o di piede dato bene o male, da come suonava il pallone, giudicavo senza bisogno di voltarmi. Arbitravo l'allenamento, mi aggiravo per il campo e sentivo musica.'": p.30.

Nel giro di portieri (Ghezzi, dell'Inter, che l'anno prima era stato ceduto al Genoa, al Milan in cambio di Buffon; Soldan, rincalzo di Buffon nel Milan, al Torino) rincalzo di Ghezzi diventa Gallesi (1932-), preso dal Vigevano 1958-59, serie B.

< La guerra tra Buticchi e Rivera >

"..Le cose andarono così. Sabato 19 aprile 1975 in tribuna, all'Olimpico, prima di Italia-Polonia, parlando con due giornalisti, al presidente del Milan scappò detto che Rivera avrebbe potuto essere scambiato a fine campionato con Claudio Sala..Da Torino Pianelli si fece sentire sardonicamente: 'Prendere Rivera? Non faccio mica l'antiquario!'. Rivera si adontò: si sentiva tradito dalla società e soprattutto si sentiva messo alla berlina. Come immediata reazione lasciò l'allenamento e corse a rifugiarsi a Cozzo Lomellina, nel castello di padre Eligio, suo consigliere personale. Come si rifece vivo, si presentò al Consiglio d'Amministrazione del Milan: contestava la gaffe del presidente ed esprimeva pareri personali sulla conduzione tecnica della squadra. I suoi pareri erano a sfavore di Giagnoni. Stranamente, parve finire a tarallucci e vino..Il giorno dopo, quando il giocatore si ripresentò agli allenamenti, Giagnoni spedì Rivera ad allenarsi coi ragazzi e lo informò che la domenica successiva (aveva piantato in asso la squadra) sarebbe stato escluso dalla stessa. Reagì anche Buticchi annunciando che era pronto a cedere il pacchetto di maggioranza delle azioni del Milan. Come Rivera fece sapere, in un comunicato, che accettava la sfida e che era disposto a rilevare il Milan, Buticchi confermò però che l'operazione era possibile a patto che il Consiglio d'Amministrazione l'avesse avallata. Il Consiglio si sarebbe riunito lunedì 12 maggio..
Ben sei ore durano i lavori e alla fine viene emesso un comunicato in cui si avverte che Buticchi non è più disposto a vendere. Quanto a Rivera, il Consiglio lo deplora..Allora Rivera annuncia a sua volta che si ritira, che smette di giocare..Buticchi si sente stremato, ha i nervi rotti, la fa breve: il Milan è di Rivera se gli fa avere due miliardi in tempo brevissimo..Il Milan passa a Rivera.
Con quali soldi Rivera aveva pensato di far fronte a questa impresa? Non certo i suoi, perché non ne aveva. Glieli prestò un giovane personaggio della nuova borghesia arricchita, tale Ambrosio. Che mire aveva Rivera?..Rivera pensava a un Milan senza più mecenati, a un'organizzazione societaria impostata su una FINANZIARIA APERTA ANCHE ALL'AZIONARIATO POPOLARE, un'utopia ispirata verosimilmente dai consigli di padre Eligio..Venne il momento che Ambrosio, viste sfumare le sue ambizioni, rivolle indietro i quattrini e Rivera si trovò nei guai più grossi della sua vita..Intanto, contemporaneamente a Buticchi, se n'era andato Giagnoni, per evidente incompatibilità con la nuova situazione..
Presidente provvisorio della società era diventato nel frattempo l'ing.Pardi, un consigliere anziano..Allenatore unico ridiventa nel frattempo Trapattoni, con Nereo Rocco richiamato da Trieste in qualità di supervisore..Rivera trovò finalmente il finanziatore in grado di rilevare il pacchetto di maggioranza e lo trovò in un anziano industriale di tubi, Vittorio Duina. Questi, con uno staff di sua scelta e insieme col D.S. Vitali (che aveva avuto e aveva screzi con Rocco) pose le basi per il Milan 1976-77. Questo Milan comportava l'ingaggio d'un allenatore giovane, Pippo Marchioro e nuovi orientamenti tecnici, che escludevano in pratica Rocco..Per giunta il Milan e Marchioro ebbero alle spalle un presidente come Duina che parlava troppo e a sproposito. Celebri divennero alcune sue frasi: 'Che schifo!' il suo commento dopo una partita positiva almeno nel risultato; 'Scemo e bidone!' gridato dalla tribuna a Bologna all'indirizzo di Capello, cui poi andò a chiedere scusa; l'accusa prima generica e poi particolareggiata ai 'parassiti' e ai 'brocchi' che il Milan aveva in squadra; l'accusa a Marchioro di non prendere provvedimenti..Intanto il Milan scivolava al limite della zona retrocessione..
[L'ultima giornata, ndc] Al Milan, favorito da una migliore differenza reti nei confronti della Sampdoria, sarebbe bastato un pari a Cesena. Vinse invece 2-0, con due gol di Rivera.
Intanto Duina cedeva le sue azioni a Felice Colombo, 40 anni, industriale brianzolo di Bellusco, un paese vicino a Monza.Il secondo passo fu l'assunzione di Nils Liedholm, 55 anni, rilevato dalla Roma, come nuovo allenatore, con Rocco in veste di direttore tecnico.
Il terzo passo, la decisione di Rivera di continuare a giocare nonostante i suoi trentaquattro anni.
Il traguardo (più o meno vicino): la 'stella' del sospirato decimo scudetto.": pp.77-86.