Vittorio Sermonti, DOV'E' LA VITTORIA?

Stampa PDF

Vittorio Sermonti, DOV'E' LA VITTORIA? - Cronaca delle cronache dei Mondiali di Spagna, Introduzione, pp.V-VI, Avvertenze, pp.VII-X, Note al testo: pp.449-499, Milano, Bompiani, 1983, pp.1-499


V.: Note biografiche sotto: Gianni Brera, L’ARCIMATTO II, Milano, Baldini&Castoldi, 1995

“..Fra le molteplici libertà garantite da una moderna costituzione democratica, quella di cui molti qualificati cittadini si avvalgono più spesso e più volentieri è la libertà di essere fessi e di divulgare la propria fesseria.”: Introduzione, p.VI del patchwork (il fine: “documentare documenti”: p.286) di citazioni giornalistiche 1° giugno-11 luglio 1982, dallo schiaffo a Roma di Bearzot  a una tifosa, allo scazzo dei panchinari, alla micragna (in primis, Paolo Rossi) di Vigo, alla resurrezione di Barcellona e Madrid, all’intromettersi delle istituzioni e all’impazzimento della piazza finali.
La trascrizione delle citazioni è meticolosa (è concessa, come di norma, in montaggio, un’unificazione dei tempi verbali); i passi citati figurano in corsivo, i titoli, in corsivo maiuscolo, ogni citazione è corredata dal nome dell’autore e dalla sigla della testata.
La fèrula di Sermonti (nel testo e nelle Note) è diretta:
“..UNDICI UOMINI E GLI DEI DEL BRASILE, titolava stamattina St [La Stampa, dopo Brasile-Argentina 3-1 e prima di Italia-Brasile 3-2, ndc] un curioso servizio di Oreste del Buono, che..illustrava come egli aveva assistito a Brasile-Argentina immaginando che cosa avrebbero fatto i poveri azzurri al posto dei semidei biancocelesti [l’Argentina, ndc]. E ne cavava fievoli auspici. E tentava di spiegare che è una storia vecchia;che solo agli uomini è consentito lottare con gli dei,che i semidei sono troppo compromessi, né carne né pesce..Articolo disarticolato e contratto, scritto allo scopo di non nominare la speranza che l’Italia batta il Brasile.”: p.260; “..Vinciguerra su Pp [Il Popolo, Quotidiano della Democrazia cristiana, Roma, ndc] ricorda che lo sport è stato un civilissimo fattore unificante nelle più forti, severe e raffinate società di ieri, dai tempi di Omero in avanti. Notazione inoppugnabile, contro cui fievole suona il rimbrotto di Giovanni Arpino St pel vizio nostrano di investire ogni gioco con un carico di significati politici e sentimentali esasperati. Diventiamo nazionalisti - schernisce - solo perché siamo in finale. Se fossimo rimasti quarti?...
Un giovane incontra una giovane e s’innamora. Se non l’avesse incontrata...?”: pp.372-373.
Sermonti può farlo, da grande linguista (e dantista ad honorem) qual è:
“..Orientarsi nella sterminata panoramica di carte, non è facile: impossibile sarebbe, se al lussureggiare degli stati d’animo e delle indivie stilistiche non corrispondesse una stupefacente monotonia di pensieri.”:p.300.
Indivia, sf.
Bot. Pianta erbacea dicotiledone
Scherz. Fronzolo
Giusti, 4-I-253: Le donne avevano/la roba a balle/e tutto un fondaco/sopra le spalle;/code, arzigogoli,/penne, pennacchi,/ceste d’indivia,/e spauracchi [Battaglia, Grande Dizionario della Lingua italiana,VII, Grav-Ing , Torino, Utet, 1972, p.823].
Ancor più eloquente, tuttavia, è l’incastro - a rimarcare ovvietà, malvezzi, improntitudine, (banale) lapidarietà, snobismo e pelosità degli intestatari - di citazioni.
“..Tralasciamo la distinta delle virtù prische che decorano i camerunesi: vorrebbe un volume, a fronte del quale la Germania di Tacito apparirebbe un opuscolo reticente e municipale, specie là dove penne buone toccano il tema della minacciosa allegria (del Buono), del giocar divertendosi (Arpino), del piacere primitivo di cui noi altri, infelici figli della città, siamo privi, e che gli undici leoni indomabili sprigionano invece sul campo (Cancogni). Non mancano anamnesi personali (quando era in quarta elementare, ricorda Soldati, il Camerun era una delle più importanti e ricche colonie tedesche), notazioni di attualità storica (la volta che il Camerun si qualificò per i mondiali, il capo di stato Ahmadou Abidjo proclamò per quel giorno festa nazionale, Nozza Gr [Il Giorno, ndc], dati controversi circa i premi promessi ai giocatori africani per l’eventuale passaggio al secondo turno (una piantagione di cacao a testa, Mt [Il Mattino, Napoli]; si vedrà, Cs [Corriere dello Sport-Stadio]). Pochi mancano di segnalare che il difensore Onana nella vita fa la guardia carceraria. Interessanti tabelline illustrano il gap fisico che separa irrimediabilmente gli undici africani dai nostri..Quanto al peso (Mt), il divario andrebbe valutato nell’ordine dei 32 kg, 2,910 per soggetto. Calcolo però impossibile. Perché?
Perché quanto pesi Paolo Rossi non si sa. 66 kg dicono le tabelle ufficiali. Ma circola la voce che sia quattro chili sottopeso, Rp [La Repubblica, Roma]..Il professor Vecchiet fa presto: nega. Per intanto l’attenzione torna a polarizzarsi, come ad ogni vigilia, su questo passerotto ferito e solitario che non sa più volare (Grandini). Ruggero Marini..gli dedica su Tm [Il Tempo, Roma] un affabile corsivo-intervista: CAPPUCCETTO…ROSSI.”: pp.146-147.
O una pagella-campione (Bergomi dopo Italia-Brasile): bellissimo esordio (Gz), prestazione beneaugurante (Ts) e davvero fantastica (Rp) dello ‘zio’ nerazzurro (Gn), che ha largamente ripagato la fiducia concessagli da Bearzot (Ts), giostrando prima su Serginho, poi sul dottor Socrates (Mt), con la tranquillità (Gs. St), la disinvoltura (Gs, Pt), la sicurezza (Gz), la freddezza (Gr), la grinta (Cs), la faccia tosta (Tm), la malizia (Gs), il carattere (Gr), la personalità, l’autorità (Cs), le doti morali (Gz) di un veterano (Gs, Gr e Mt). Ps lo pizzica in un paio di errori di misura, ma Rp lo vede spesso uscire in dribbling da situazioni complicatissime (tra le regali gambe brasiliane, chiosa Gr).: p.278.
Vinta la Coppa, a Vigevano l’associazione calzaturieri ha promesso a Paolo Rossi (Rp) scarpe di classe per tutta la vita (Gz).: p.291.