Luciano Bianciardi, IL FUORIGIOCO MI STA ANTIPATICO

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Luciano Bianciardi, IL FUORIGIOCO MI STA ANTIPATICO - Il calcio, i politici, gli intellettuali, l'Italia tra il boom e gli anni di piombo, nelle risposte ai lettori del "Guerin sportivo", pp. 1-383, Roma, Stampa Alternativa, 2006


Bianciardi (Grosseto, 1932 - Milano, 1971) è stato scrittore, saggista, giornalista, traduttore dall'inglese e critico televisivo.
Bibliografia:
I minatori della Maremma, 1956 (in collaborazione con Carlo Cassola)
La trilogia autobiografica: Il lavoro culturale, 1957); L'integrazione, 1960; La vita agra, 1962
La trilogia sul Risorgimento: Da Quarto a Torino, 1960; La battaglia soda, 1964; Daghela avanti un passo, 1969
Aprire il fuoco, 1969 (che riassume le due tematiche)
Viaggio in Barberia, 1969
Peripatetico e altre storie, 1976
La solita zuppa e altri racconti, 2003
Bianciardi riceve al settimanale molte lettere. Ne sceglie quelle che abbiano interesse generale, cioè che possano tornare gradite al maggior numero di lettori. Ne sceglie, naturalmente, le più intelligenti e le più polemiche. Argomenti? Lo sport, ma al 50%, gli piace parlare anche del resto: di storia, di letteratura, di arte, di costume.
"E mi sembra che ormai, in Italia, le uniche 'domande' che non tendano ad avere posto, una pensione o all'esenzione da qualcosa, siano quelle che i lettori del 'Guerino' rivolgono a Lei.
[citazione da una 'domanda' rivoltagli da Carmelo Bene]": p. 368.

Dodici risposte ai lettori dell' "anarchico-conservatore (p.53)" Bianciardi.
D.: Più astemio Carosio o Rocco?
R.: Il dilemma, oltre che bagnato, è arduo. Come gradazione alcolica darei il primato a Carosio, come entità di liquido ingerito, a Rocco.: pp.140-141.
D.: Hai letto "Il calcio come ideologia" di Vinnai? [Gerhard Vinnai, Il calcio come ideologia - Sport e alienazione nel mondo capitalistico, Rimini, Guaraldi, 2003, ndc]
R.: Non ho letto il libro di Vinnai; ma prima o poi dovrò farlo perché sono in molti a sconsigliarmelo.: pp.141-142.
D.: Egregio Dottore, prenda la sua vecchia 'Divina Commedia' e collochi, elencandomene i motivi, nelle tre cantine, i seguenti personaggi: [fra cui Aldo Moro]
R.: All'inferno Aldo Moro, nel quarto cerchio, quello degli avari. Nel caso di Moro, per avaro ha da intendersi colui che lesina le parole comprensibili.: pp. 164-165. [Aldo Moro è il genio del 'ni'. Oltre che un pessimo geometra. Ha inventato le 'convergenze parallele'.:p.88]
D.: Esimio Bianciardi, le sarei molto grato se volesse fare un confronto tra i personaggi di seguito accoppiati e dirmi chi preferisce e perché [fra cui 'Ingmar Bergman o Rossellini?]
R.: Ingmar Bergman non mi piace, secondo me è fumoso, e comunque suscita problemi che non mi riguardano. [ottimo metro di giudizio, in assoluto, ndc]: pp.179-180
D.: Illustre Bianciardi, immagini di ricevere un invito a pranzo dai seguenti personaggi [1...15]. Vorrei sapere quali inviti accetterebbe con gioia; quali inviti accetterebbe senza entusiasmo; quali rifiuterebbe e perché.
R.: Sì, con Mario Soldati ci andrei, perché Soldati è un gran fabulatore. Ma vorrei essere io a portare gli alimenti, magari surgelati. E ce li mangeremo in una sperduta osteria, alla proda di una strada non asfaltata. Altrimenti il mio gastronomo Soldati non accetterebbe l'invito. [doppia allusione: al reportage TV in 12 puntate: 'Viaggio lungo la valle del Po alla ricerca dei cibi genuini' (1957) e al fatto che "una volta certi amici burloni fecero mangiare a Soldati cibi surgelati (mummie alimentari, insomma) e Soldati lodò la genuinità dei piatti.": p.203]: p.195;
Andrei a mangiare con Enzo Ferrari, tortellini e zampone, purché al ristorante si andasse..in carrozza.: p.195.
D.: Caro Bianciardi, ti leggo volentieri perché scrivi in italiano come pochi. Il 'Corriere della Sera', ameno quotidiano della sinistra clerico-regionale, confindustriale, ha scritto testualmente: 'Propagandato in Italia dopo la prima guerra mondiale, il tennis da tavolo venne osteggiato dal fascismo. Per sopravvivere ed essere sopportato il 'ping pong' in Italia dovette limitarsi ad assumere il ruolo di svago dopolavoristico.'..Come si spiega che il 'ping pong', perseguitato dal fascismo, non sia stato celebrato dalla prosa partigiano-benzoica di Giorgio Bocca?
R.: Grazie per il complimento, la lingua italiana mi preme perché è l'unico mezzo di sostentamento che ho. Lei mi dà occasione di parlare di una faccenda che sembra amena, e invece è serissima. Tutte le strade portano a Pechino. Prima si passava da Hong Kong, ora da ping pong. Ciu En Lai è un finissimo umorista: riceve gli americani con la racchetta del tennis da tavolo...Impara l'arte (del ping pong) e tienila da parte. A volte può servire per trattare in posizione di vantaggio con i conquistatori della luna. Staremo a sentire il parere di Giorgio Bocca. Ma guardi, il 'Corriere della Sera' è un quotidiano serio, ricco d'informazioni, perfetto nei commenti. Purché li si leggano alla rovescia. Provi a pensare il contrario di quel che dice il 'Corriere' e sarà nel giusto.: pp.232-233
D.: Mi faccia, per favore, la nazionale italiana formata da scrittori viventi, con votazione e mi dia una spiegazione tecnica della attribuzione dei ruoli a ciascun componente della squadra
R.: Ecco la formazione. Mettiamo in porta Giorgio Bassani, che fa del suo meglio [da presidente di Italia Nostra, ndc] per 'parare' i vandali di casa nostra. Giovanni Arpino farà il terzino d'ala, e come lui Mario Soldati. Sono due ottimi oriundi: jugoslavo il primo, piemontese il secondo. Come stopper sceglierei Alberto Bevilacqua, ottimo nella marcatura di editori, critici, amici. Libero? Sicuramente Libero Bigiaretti. Il mediano di spinta darà Alberto Moravia, che spinge i suoi libri con una possa inesauribile. Centrocampista Gianni Brera. All'attacco, punta avanzata Giuseppe Berto. Numero otto, Bianciardi, con incarichi di spola fra Rapallo e Milano [due città d'elezione di Bianciardi, ndc]. Altra punta, col nove, Oreste del Buono, piccolo ma ficcante. Daremo infine il numero dieci a Giancarlo Fusco, che ha una fidanzata del '10. Voglio dire, nata nel 1910, dopo Cristo.: pp.250-251
D.: Se lei si chiamasse Battisti, vorrebbe essere Cesare o Lucio?
R.: Se mi chiamassi Battisti, vorrei essere Lucio. Non mi piacciono i martiri geografici.: pp254-255
D.: Vado in vacanza e voglio portarmi, per leggerli in spiaggia, dodici romanzi, tra i più recenti
R.: Te ne consiglio uno solo, che ti farà felice. Lo ha scritto Lucio Mastronardi, da Vigevano. Si intitola: 'A casa tua ridono'.: pp.293-294
D.: Se Lei avesse la possibilità di avvicinare dieci atleti che ha più ammirato, quali libri consiglierebbe loro di leggere?
R.: Consiglierei a Fabio Cudicini di prendere i due tropici di Henry Miller. Stanno nello scaffale più alto. [Cudicini, del 1935, portiere, h. 1,91] : p.362
D.: Se Giacomo Leopardi vivesse oggi, per quale partito voterebbe?
R.: Voterebbe per il partito repubblicano dell'onorevole La Malfa. Non per esprimere idee politiche, che non ebbe, ma per fare dispetto al padre, monarchico e codino.: pp.367-368.