Gianni Brera, FORZA AZZURRI

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Gianni Brera, FORZA AZZURRI - Un trentennio di memorabili partite della Nazionale, a cura di Franco Grassi, 53 tavole in b.n f.t., postfazione di Gianni Brera: “Gridiamo pure ‘Forza azzurri’ (ma l’amara esperienza insegna a non illuderci troppo)”: pp.293-302, Note alle tavole: pp.305-312, Milano, Mondadori, pp.1-292, 1978


61 partite - da Italia-Jugoslavia 0-0, Milano, 6.5.1951 a Italia-Francia 2-2, Napoli,8.2.1978 -,  tratte dalla “Gazzetta dello sport”, da “Sport giallo”, dal “Guerin Sportivo” e dal “Giorno”.

<1° novembre - 9 novembre>

Roma, 1° novembre 1965, Italia-Polonia 6-1.
“..un apporto determinante ha offerto Barison, che è una forza della natura..lui scatta e si avventa..lui se arriva su una palla appena centrabile la spara di prima canna..i suoi tre gol la dicono molto lunga..egli dunque colma quella che forse doveva considerarsi la più grave lacuna della prima linea azzurra.”: pp.147-148.
Glasgow, 9 novembre 1965, Scozia-Italia 1-0
“..Barison è stato una pena nel primo tempo: ha azzeccato due tiracci nel secondo. Le tre cannonate di Roma ci avevano illuso. O lo si serve bene, o riesce dannoso.”: p.152.


Il massimo dissenso si manifesta sul Fabbri Londra ’66 (in ottica “fluidificazione”, bocciatura della difesa dell’Inter e del modulo italiano, “..che Fabbri ha avuto modo di chiamare ‘nonna’ nell’ultima conferenza stampa. Non vi fosse implicato il nostro lavoro, come divertirebbe questo surrealismo pedatorio!”: p.161); “..Le cinque partite di preparazione sono state ottenute da due squadre, non da una, ma nessuno se ne ricorda. La squadra che corre e segna è quella dei rincalzi [con Riva, ndc]: Fabbri non la impiega affatto.”: p159); e sulla nazionale di Monaco 1974.


<Dopo la Corea>

“..Per la verità ci si batte da vent’anni su queste colonne per:
a)chiusura agli stranieri e valorizzazione del vivaio; b) chiusura ai tecnici stranieri e istituzione di una scuola; c) definizione giuridica delle società di calcio, finora amministrate secondo pistolaggine e disonestà giocosa; d) riduzione delle squadre in campionato per lasciare tempo all’attività internazionale.”: p.174.



Come avviene nelle cronache di “63 PARTITE  DA  SALVARE”, un suo rilievo tecnico-tattico ha anche il conforto del campo: Roma, 10.6.1968, Italia-Jugoslavia 2-0 “..Io prendo atto della formazione e dico ai miei amici: mi garba. Ma conservo sufficienti occhi per vedere che Mazzola, ALL’AVVIO, ricade nel vizio assurdo di scattare anche dalla nostra area: e che così si sfiata, e sbaglia tre appoggi..Ho sufficienti occhi per vedere la cosa più bella di Mazzola, DOPO LA DECISIONE di giocare senza correre: è uno spunto alla Suarez, sulla estrema sinistra, per apertura stupenda di Anastasi: è la mezz’ora: vinciamo per 2-0.”: p.178; Napoli, 8.2.1978, Italia-Francia 2-2 “..Tardelli non faceva nemmeno la finta punta giocando da interno, la faceva giocando da mediano di marcatura: e questo aggrava la sua imprudenza generosa:..
Comunque Tardelli correva molto e le sue folate servivano se non altro a truccare la pochezza (oh!, risaputa) del nostro centrocampo..
Zoff si è lasciato uccellare due volte da Platini [su punizione, primo goal annullato per aver calciato prima che l’arbitro avesse fischiato, ndc]..Una prodezza rara.
Degno di Meazza, ha esclamato Bahl-ha-fatto-la-grazia Frossi. Era perfettamente vero. Diverso da Meazza è stato invece Platini nell’impegno..Tardelli ha potuto avventarsi a fare la punta perché lui non lo seguiva affatto (non difende, ha commentato Luis Riva): però Tardelli è morto e Platini, alla ripresa, ha potuto produrre quei due capolavori di balistica.”: pp.290-291.



<La lavagna di Brera>



La difesa garantisca “profondità” (libero); “i costruttori di gioco” (p.223) ne “riprendano i disimpegni” (p.108) e battano “tempestivamente” (p.108) - “l’avvio in dribbling rallenta sempre ed è sopportabile solo a condizione che riesca”: p.121 - e “basso e profondo”(p.223); punte ”a dettare il passaggio” (p.182) “sull’intero fronte di 180°” (p.124).