Gian Paolo Ormezzano, STORIE FIABESCHE DI NEVE E DI GHIACCIO DEI GIOCHI OLIMPICI INVERNALI

Stampa PDF

Gian Paolo Ormezzano, STORIE FIABESCHE DI NEVE E DI GHIACCIO DEI GIOCHI OLIMPICI INVERNALI, tavv. in b.e n. e a c. n. t., pp.1-182, Comune di Torino e Società Editrice Umberto Allemandi & C., Torino, 2005

Esergo dell’Appendice di “Storie fiabesche di neve e di ghiaccio”: “Fa strano rovesciarsi la memoria come le tasche e scoprire che sono rimasti gli spiccioli di altre favole e fiabe, anche se si riteneva di avere speso molto e di essersi molto spesi per esplorare il ricordo totale nelle sue varie espressioni, nei suoi molti modi di essere, per ottimizzarlo nella sua validità complessiva e per plasmarlo episodio dopo episodio a scopo narrativo.”: p.151.

Esergo di “Il Vangelo del Vero Antijuventino”: “..Ma procedendo nella stesura di questo libro, che tenevo dentro da tempo e che adesso, con i suoi argomenti, urge tutto per venire al mondo passando per il pertugio sottilissimo delle mie povere doti di scrittore, mi rendo che..”: ivi, p.57.

Le diciotto pagine di Introduzione a: “Tutto il calcio parola per parola”.

Vezzi linguistici di GPO: aggettivo: “repente”: “L’espandersi del fenomeno olimpico anche quanto a Giochi invernali,..l’intervento anche in esso della televisione con la sua repente e invadente tecnologia..”: p.50; “Sparì in maniera repente”: p.86; “Atleti di fama repente”: p.178; anche a commento d’una foto: vedi foto;

 

foto

 

l’avverbio “intanto” nel senso di “inoltre”: “..così almeno giurava il pompiere cadorino, che in realtà usava lo sport per sfogare e intanto ridurre almeno un poco il grande fuoco di vita che teneva dentro.”: p.117; “..Era ubriaca,..probabilmente felice d’una felicità tutta sua e intanto non proterva”: p.132.

Neologismi: “sorriso giocondesco”: p.110; “sorrisino giocondesco”: p.132; “Tonya navigata, ruvida, decisa, con marito manesco ergo per conto di lei sospettabile di essere anche spranghesco.”: p.134; anche arrischiati: se esiste il sost. “fachirismo”: p.77 e p.121, non esiste il verbo “fachirizzare”; “..La  ‘personaggia’, diciamo così, dell’ormai dirompente sci alpino è una statunitense”: p.161; o  erronei: “..Il fondale dello sport che tutto schiarisce, tutto immacola..”: p.134 [“immacolare” nel senso di “rendere bianco” non esiste; anzi, il Grande Dizionario della Lingua italiana, VII; Grav-Ing del Battaglia, dà un “immaculare”, lat. tardo, comp. del prefisso intensivo in e maculare macchiare, nel senso opposto di “macchiare”, “contaminare”, ndc].

Freddure o “giochi di parole”: “..L’ambiente era persino più mondano che montano”: p.33; “..un mondo sportivo che proprio negli anni suoi grandi, suoi di Thoeni, ha vissuto la massima lievitazione e levitazione materiale, pratica”: p.82; “..In programma per gli allenamenti l’incontro, l’incrocio delle due sulla pista, ressa e rissa di giornalisti e fotografi”: p.134; “..Oppure c’è semplicemente una vasta fiaba gentile, sommessa e per lungo tempo sommersa?”: p.144; “..Ma per noi, qui, c’è una donna che o si veste da fata, ad esempio per andare sul ghiaccio, o si veste da uomo, ad esempio per andare sulla neve, e realizza la magia della donna sportiva, una delle massime realizzabili, considerati i tempi e anche i templi in cui si officiavano riti per soli maschi, come è o era di certe religioni.”: pp.145-146; “..La fiaba della donna che nello sport è brava come l’uomo restando però donna appartiene alla massima mitica e mistica moderna: è una fiaba vera, e d’altronde viene il sospetto che tutte le fiabe siano vere. Anche perché, contrariamente alle favole, non sono obbligate a contenere, a ospitare, una morale, che significa, in fondo, un po’d’ipocrisia, sia pure sana e spesso santa.”: p.149.

L’overdose, che in “Poveri campioni” è di “amicizia”: “Quando Sergio Valentini, collega e ciononostante amico”: ivi, p.48; “..Un’occasione di amicizia repentina e subito calda”: ivi, p.121; e di “bella vita”: “Mi scriveva di una vita bellissima, fra vini, donne, articoli per riviste letterarie.”: p.126, qui lo è di rotative: “Mentre nel loro paese fervevano inchieste della polizia, della federazione e del comitato olimpico nazionale, le due, pur sempre campionesse, in attesa di sentenza erano state comunque portate in Norvegia per i Giochi, ed era nata una colossale operazione giornalistica di gossip, che coinvolgeva le prime pagine di tutti i giornali del mondo, con vasti spazi e grossi titoli..Rivelazioni sulle due a cascata, a inondazione, a tsunami.”: p.134; e di attrazione sessuale: “Mildred ‘Babe’ Didrikson, la statunitense che fumava sigari, vinceva nell’atletica come nel tennis, nel baseball come nel basket, se ne moriva giovane,..facendo piangere l’America, e conquistava con le sue compagne di sesso spazi immensi di attenzione ammirata presso le assise degli uomini, dei maschi.”: p.146.

Fatta questa premessa “filologica”, Ormezzano, uno, con Lino Cascioli, Gianni Melidoni e Piero Dardanello, dei “ragazzi del ‘35”, ligi ai risvolti di colore e agli approfondimenti di varia umanità, si annovera, in senso lato, fra quei giornalisti sportivi, nati tra inizio secolo e gli anni ’40, da Moggioli, a De Martino, Artioli, Brera, Gianoli, Pennacchia, Colalucci, Mottana, Rovelli, Gandolfi, Caminiti, Bernardi, gelosi e concentrati sulla notizia, sul vaglio delle fonti scritte e orali:
“..Una delle prime bambine prodigio [la pattinatrice Sonja Henje , ndc] dello sport, e sino a quel momento la più grande: il mondo olimpico si era dovuto fin lì accontentare di una nuotatrice danese dodicenne, ranista, che in vasca mostrava la lingua ai giudici quando faceva la virata.”: p.34; “Le pellicole [con la Henje protagonista, ndc] venivano confezionate per la sua recitazione con pattini e senza, all’epoca in cui i grandi attori di Hollywood si affermavano usando due espressioni, con il cappello e senza.”: p.78; “A Valaden Strumolo e Nilsson avevano spedito i fondisti azzurri perché imparassero dello sci nordico i rituali, i fachirismi col silenziatore,..perché si allenassero a fianco delle renne e delle alci, bevessero tanto latte , facessero colazione con la marmellata di mirtilli che, fra l’altro, aguzza la vista, e per questo la divorano i piloti automobilistici di rally.”: pp.77-78; “..Seguito Tomba per tanti anni in tante gare, il giornalista..non ricorda nella storia di Alberto un solo punto e a capo, un solo episodio sovrastante gli altri. Tutto che si sistema con armonia filante nella fiaba semplice e gaia di un ragazzo che ha lottato, e vincendo, per rimanere soltanto allegro, soltanto matto dentro una vita che voleva fare di lui un pazzo, e magari furioso.”: p.131; “..Matti sono tanti sportivi, dagli asceti della maratona ai piloti catafratti dentro auto pazzesche e padrone; però fra gli sportivi non ci sono forse matti più assoluti, più lucidi, più essenziali dei saltatori, che sono volatori senza paracadute né ali né motorino né razzi.”: p.141.