Stefano Benni, BAR SPORT

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Stefano Benni, BAR SPORT, pp. 1-132, Prima edizione @ Arnoldo Mondadori editore, Milano, 1976, @ Giangiacomo Feltrinelli editore Prima edizione nell’”Universale economica”, Milano, 1997, Milano, Feltrinelli, 1998

Dallo spot di Giangiacomo Feltrinelli editore: “Stefano Benni su ‘Bar Sport’ e umorismo”, su Youtube.

“Il sogno di ogni scrittore è di non esser descritto chiaramente. Non mi piace esser messo in una scatola, che può essere anche una scatola nobile: satira, trasgressione, racconto, romanzo: tendo a scappare da queste scatole. Ho fatto di tutto, nel bene e nel male. Ho sempre cercato di sorprendere i lettori. Credo di aver scritto cose molto diverse. Avrei potuto scrivere dieci, undici, dodici ‘Bar Sport’, era partito così bene: ho cercato sempre di cambiare, no? Allora sì, facevo ridere di più, ero forse più umorista, più ingenuo, avevo secondo me una scrittura più meccanica: avevo trent’anni di meno, ecco..

Il periodo del consumo coatto del comico - adesso ce n’è molto di comico, forse anche troppo - allora non era cominciato. Praticare la tonalità del comico, soprattutto applicata a un settore serio tra virgolette come i libri, allora era abbastanza anormale, causava dei brividi nell’accademia.

Il comico era un genere abbastanza diverso da adesso, più difficile da consumare, rendo l’idea? Credo che l’Italia non abbia più senso dell’umorismo, ma consumi più umorismo: è una cosa diversa.

Quando scrissi il mio primo corsivo sul ‘Manifesto’, Rossana Rossanda disse: ‘Chi è questo pazzo che scrive questa cosa su Kink Kong? ’. Veder apparire sul suo serissimo ‘Manifesto’ il delirio di questo giovane teppista. Un po’ alla volta sono entrato nel ‘Manifesto’ così, con questa linea, ma non fu facile.

Allora sono cominciate a nascere delle scuole di umorismo, che insomma oggi è accettato.

Adesso molti comici sono proprio statali o parastatali: ogni giornale ha la sua vignetta, ogni trasmissione televisiva ha il suo comico, cretino o intelligente. Allora era un’epoca eroica, medievale.

‘Bar Sport’ non è assolutamente il libro che amo di più, non è il mio libro migliore, ma ha raggiunto un pubblico che non ho raggiunto con altri libri. Leggono ‘Bar Sport’ anche persone che non hanno bisogno di contenuti politici, che si fanno una grassa risata, come Valentino Rossi, che legge un libro ogni cinque anni e m’ha detto che è il suo libro preferito.

Insomma anche lettori cosiddetti semplici, se mi dicono: ‘Ho letto Bar Sport e m’è piaciuto moltissimo, poi ho letto gli altri e non ci ho capito niente’, prendo atto di questo. Certo la differenza è importante. C’è il lettore che legge un libro all’anno, ogni due anni, o ogni venti - poi c’è Bruno Vespa - poi ci sono quelli che ne leggono venti o trenta e questi credo siano i miei lettori, quelli a cui tengo di più.

E’ estremamente semplice, semplificato, di un umorismo meccanico. Però l’umorismo è anche questo. Ho usato tutti gli strumenti dell’orchestra del comico, dal basso all’alto e non ne rinnego nessuno. ”.