Gino Bacci - IL CALCIO DIETRO LE QUINTE

Stampa PDF

Gino Bacci - IL CALCIO DIETRO LE QUINTE, tavv. in b. n.n. t.., pp. 1-352, Torino, Armenia, 2009


Gino Bacci (Livorno, 1936-), a “Tuttosport” dal 1966 (da inviato, a responsabile della redazione di Milano, a redattore capo) e opinionista televisivo sui programmi della Rai (“Domenica sportiva” condotta da Alfredo Pigna e il “Processo del lunedì” di Biscardi) e in varie televisioni regionali (Telelombardia e Antenna 3).

Bibliografia:
Moratti, vita da Inter, Torino, Armenia, 2003
Lippi, una vita in trincea, Torino, Armenia, 2003
Berlusconi, Il presidente e il mister, Torino, Armenia, 2004
Livornesi, un secolo di calcio amaranto, Livorno, Belforte, 2004
Storia del calcio italiano dalle origini ai giorni nostri, Torino, Armenia, 2004
Principe azzurro, Torino, Armenia, 2006
La lunga marcia - Storia critica del venticinque trionfi del Milan di Berlusconi dal Mundialito 1987 ad Atene 2007, Torino, Armenia, 2007

Dall’aver vissuto gli avvenimenti “in trincea”, ossia con quotidiane frequentazioni di tecnici, calciatori e colleganza varia discendono le cose migliori: la funzione del “fischio da pastore del gregge, le dita in bocca a piegare la lingua” di Trapattoni: “Mi ha confidato Cabrini che i fischi erano, in realtà, ordini tattici. A seconda della loro tonalità, richiamavano disposizioni in precedenza impartite, cosicché non si dovessero usare dalla panchina troppe parole, comprensibili anche agli avversari disposti alla contromossa. ”: p. 63; il giudizio, raccolto dalla voce di Alfredo Pitto, sulle “tattiche”: “Lo schema migliore che io conosca, direi l’unico veramente valido e vincente, consiste nell’arrivare in anticipo sul pallone e passarlo ‘di prima’ al compagno meglio smarcato. Tutto il resto è inutile elucubrazione della fantasia. ”: p. 97; le “fonti” della vocazione di radiocronista di Nicolò Carosio: “Lo zic per la radiofonia è il retaggio di una vacanza a Londra, presso gli zii Holland, nel 1924. Gli capitò di ascoltare, nell’onda radio della BBC, l’allenatore Chapman inventore dello schema WM con l’Arsenal, incaricato di dar cronaca a una partita di campionato. Gli piacque l’indugiare sui preliminari, più che sul fatto tecnico, il dettaglio sulle condizioni del terreno, il riferimento insistito sull’entusiasmo in tribuna, la minuziosa descrizione delle condizioni ambientali e climatiche. ”: p. 288; e il capitolo ‘Tutti al cinema’, sul connubio tra calcio e cinema, da “Por fin se casa Zamora” [Il campione infine si sposa], interprete principale la ‘saracinesca umana’, del 1926, a “L’allenatore nel pallone 2”, di Sergio Martino, con Lino Banfi.

La febbre dell’oro - I campioni, gli attori - Nuovi impresari, i presidenti - Gli allenatori, chi sono, come sono - Siamo tutti un po’ CT - Qual’è la tattica vincente - Gli schemi riciclati - Intrighi del calciomercato - Talent scout col morto - Fischia il fischietto - Tifosi: spettatori o protagonisti? - Indietro di oltre mezzo secolo - Il colore è una fede - Il rito dei ritiri - Si vince e si perde a tavola? - Patti di non aggressione - Premi Oscar del pallone - Quando cala il sipario - Le attrici arrivano in ritardo - Super superstizione - Superga, destino e sospetti - I cantori in radio e tv - Tutti al cinema - Coreografi e caricaturisti - I troppi misteri di Calciopoli - Cari compagni di strada

“Espansione” delle “quinte” affine a quella dei “concetti”, attribuita al radiocronista e telecronista Sandro Ciotti: “Poteva improvvisare avvenimenti immaginari, con un’espansione di concetti straordinaria, con uno stile da cantore unico e originale. ”?: p. 292
Lo conferma, drammaticamente, il capitolo ‘Le attrici arrivano in ritardo’
: “Per molti secoli è stato vietato alle donne di fare teatro.. Nel gioco del calcio è andata anche peggio.. Quasi cento anni di attesa. Benedette ragazze, perché tanto ritardo? Bisogna risalire alla Genesi.
Eva del pallone non è nata da una costola d’Adamo, bensì dalla maschilista presunzione di lui ad essere il solo in grado di poter praticare quel tipo di sport. Indispettita, perché ferita nell’orgoglio, la prima donna del creato ha voluto subito richiamare il compagno alla realtà. Allorché il serpente tentatore strappò da un ramo una mela e gliela porse, Eva prese a palleggiare con quella, a piedi nudi, nello sterminato prato verde del paradiso terrestre, uno, due, dieci, venti tocchi, alternando il destro al sinistro. ‘Ho il piedino di Dio’, fantasticò lei senza atteggiarsi a diva, ma con l’intento di compiacere Colui che con un soffio le aveva dato vita e parcheggiata nell’Eden. Intanto, mollemente appoggiato all’albero, con le braccia incrociate sul petto, Adamo la guardava senza profferir parola. Con lo sguardo, e soltanto con quello, sembrava volerla sfidare: vediamo che cosa sei ancora capace di fare. Esaurita la sua prova di palleggio, lei si ritenne soddisfatta e fece quello che il Creatore non le ha perdonato. Colpì la mela con un tocco leggermente più forte degli altri, afferrò il frutto arrivatole all’altezza del volto, e lo azzannò. L’aver dimostrato ad Adiamo le sue potenziali virtù di calciatrice certamente l’aveva appagata, ma non immaginava quanto le sarebbe costato quell’atto di presunzione. Il morso alla mela fu un peccato d’orgoglio biblicamente etichettato come ‘peccato originale’. A lei, e al compagno che non aveva cercato di fermarla, una voce tonante ordinò di far bagagli in fretta e sgombrare per sempre il terrestre paradiso.
Uscito di malavoglia dall’Eden e sospettando che a causare l’improvvisa cacciata fosse stata proprio l’irriverente esibizione di palleggio di Eva con il frutto proibito, Adamo si ripromise di scoraggiare le figlie femmine dalla pratica del gioco del calcio. Già pensava per loro alle bambole Barbie, mentre intuì i grandi vantaggi che questo sport avrebbe portato ai maschietti, in termini di ingaggi milionari e sdolcinamenti di veline televisive. Li autorizzò senza indugio a mettere a frutto le lunghe giornate con la pratica di uno sport che avrebbe nei secoli conquistato l’intero pianeta. E’ anche presumibile che di tempo disponibile quei ragazzi ne avessero tantissimo, non dovendosi applicare troppo sui libri di storia, limitata a due, massimo tre capoversi. Adamo aveva visto giusto, però aveva sottovalutato ciò che Eva gli aveva mostrato, palleggiando con la mela, prima della fatale cacciata dall’Eden. Nonché lo smisurato orgoglio di lei.
Questa ricostruzione ardita della Genesi tenta di spiegare, e di scusarlo, il ritardo accusato dalla donna nel liberare quello che era un naturale istinto, nonché il suo desiderio di entrare a far parte, con pieno diritto di parità, nel mondo dello sport più popolare al mondo. ”:pp. 251-253.

Poi, in ‘Cari compagni di strada’, Ringraziamenti a un “permaloso”Capello, a un “ascetico”Sacchi, a un “furlan-asburgico”Pizzul e a un “geniale”Ormezzano.
E appunto alla GPO: qualche freddura
: “[Garbutt] al Genoa era tornato nel 1937, nel periodo di trasformazione tattica del calcio, dal metodo al sistema.. I tifosi rossoblù volevano bene al ‘mister pipetta’, così chiamato per l’immancabile pipa stretta fra le labbra, dalle quali anche loro pendevano. ”: p. 82; qualche bla-bla-bla saputello: “Siccome il virtuosismo non s’insegna, nemmeno il Brasile, che ha fatto tanti proseliti, ha mai fatto vera scuola. ”: p. 83; “Nel linguaggio degli allenatori, si sprecano formule che sono un autentico obbrobrio di sintassi, quale l’abusato ‘attaccare lo spazio’, quando - semmai - si attacca ‘nello’ spazio. ”: p. 115; “In Italia ha fatto ritorno il difensore Fabio Cannavaro quand’era prossimo a compiere trentasei anni, ormai superati.. Cannavaro ha sperato di tornare a giocare nel Napoli ma sulla via del ritorno lo ha bloccato il presidente De Laurentiis. ‘Non si prende un difensore di trentasei anni, perché a quell’età ha perso esplosività’ Non è un concetto astruso, ma pronunciato da uno più esperto di cinema che di calcio, fa pensare che qualcuno gliel’abbia suggerito. ”: p. 248; qualche neologismo: “.. Gigi Riva, il tremendista”: p. 243; qualche inesattezza: “I cinque gol con i quali ci bastonarono resero più triste e urgente il benservito federale al sessantaduenne Virrorio Pozzo che aveva alle spalle tanto calcio combattuto in trincea e, IN PROSPETTIVA, IL GIORNALISMO sulle pagine della torinese La Stampa. ”:p. 91 [Pozzo, in Campioni del Mondo, ricorda d’aver lavorato come giornalista professionista “da quando ero studente e giocatore attivo”. ]; e una scazonte crestomazia: “Sembra che il ventennio sia, in Italia, il tempo giusto per una dittatura, e anche quella di Pozzo, in un certo modo, lo fu.. Pozzo serviva al regime più di quanto il regime servisse a lui. ”: pp. 90-91; “Si cominciò a prevedere una sede fissa per il calciomercato, un punto d’incontro per i dirigenti e i loro consiglieri tecnici, che presto si chiameranno direttori sportivi perché un’etichetta non si nega mai a nessuno. ”: p. 132; “Il grafico dei prezzi dei calciatori ha impennate da salite dolomitiche”: p. 138; “Con le cifre che corrono, la procura di un grande calciatore è come una vigna in Chianti. ”: p. 139; “Sono passati più calciatori dal ‘Viareggio’ che cantanti dallo Zecchino d’oro. ”: p. 152; [Lo Bello] Era bravo, ma scomodo. Era scomodo, ma bravo. ”: p. 163; “Qual è l’istante in cui il calciatore posa il piede sul viale del tramonto?.. L’idea di doverlo imboccare stimola il desiderio di rinviare l’abbandono oltre il limite del ragionevole. In passato non era così. Superata la soglia simbolica dei trent’anni, ciascuno cominciava a valutare l’opportunità di aprire un negozio di articoli sportivi, di gestire un bar, di chiedere la licenza per un’edicola di giornali.. Approssimandosi il tramonto, oggi si respinge ogni progetto, si va dal presidente a chiedere un prolungamento del contratto. Sono tutti determinati a non mollare. La logica è stringente: quanti palloni, quanti caffè, quanti giornali dovrebbero vendere per pareggiare la cifra d’un ingaggio annuale? ”: p. 235 e p. 246.