Fernando Acitelli, Il tempo si marca a uomo

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Fernando Acitelli, Il tempo si marca a uomo, Limina Editore, 2004, pp.165. €u 13,50


Raga, questo libro, della Collana calcistico-letteraria di Limina, (dello stesso autore, 50 anni, - che 'ha calcato i campi spelacchiati della sua città: terzino destro nelle giovanili della Standa e poi titolare nella Romulea' - la raccolta di poesie: "La solitudine dell'ala destra - Storia poetica del calcio mondiale", Einaudi,1998) è molto cerebrale.

Sarò quindi, alla maniera di Piero Angela, Rigorosamente Divulgativo (a proposito d'ossimori, v.questo: "..In una squadra di calcio d'un quartiere di periferia, l'accompagnatore era inappuntabile nella sua precarietà..": p.14 e sg.).

A iniziare dal titolo, su cui fa luce il passo seguente: "..Esisterà in qualche angolo di mondo un calciatore che, acquistato da una squadra importante, avrà conservato 'tutto' di quel suo viaggio verso la gloria? Il telegramma di convocazione,..il primo tubetto di shampoo e di bagnoschiuma nella prima doccia con la squadra,..il tovagliolo del primo pranzo del raduno,..Costui, in verità, non ebbe grande fortuna nel gran salto e l'anno seguente venne ceduto in prestito a una squadra di provincia. Se costui mi mostrasse tutto quello che ho elencato, avrebbe diritto a un posto tra i grandi, poichè il tentativo di 'bloccare' il tempo è, umanamente, più grande di qualsiasi dribbling, sforbiciata, tiro al volo, assolo unico e irripetibile. La verità è che penso a Giordano Colausig e Angelo Spanio..": p.49 e sg..

"La periferia esprime sempre bocche con incisivi divaricati. Da qui il senso perenne dell'agguato, del gol di rapina da parte di chi nasce in quella solenne Corte dei Miracoli": p.55. Metto questo bel saggio di concisione agli antipodi delle tre intere pagine che descrivono il solo arredamento del bar di Torpignattara, pretesto al ricordo, da parte d'un avventore ottuagenario: "..- Mi ricordo l'eleganza di Bernardini nel 1930 nei tornei universitari. Un giorno di giugno gli vidi fare un palleggio dalla sua area di rigore fino a quella degli avversari...lì giunto, s'arrestò e iniziò una nuova azione -..": p.63.

Il capitolo che s'intitola: 'Lanzichenecchi vecchi e nuovi' consta di schizzi succinti, lontani da certa gonfiezza riscontrabile in altre sezioni del libro.

Da quello di Amarildo: "..Che certi colpi Amarildo li avesse appresi direttamente da Pelè lo si capiva in allenamento: come muro, per palleggiare, sceglieva la traversa, la quale a ogni tiro gli rispondeva puntualmente..": p.76; a quello di Helenio Herrera: "..Helenio Herrera che parla a Lucio Muiesan di 'sali minerali', in corso Federico II, a L'Aquila, durante un ritiro precampionato della Roma nel 1972. Un agosto quietamente caldo. Dell'esistenza di Helenio Herrera, se non ci fossero più filmati o cronache di giornali e libri, basterebbero quelle due parole da me ascoltate in quell'estate: 'sali minerali'. S'era davanti a un'edicola..": p.75; a quello di Briegel: "..Che Briegel discenda da Bruegel per me è indubbio, come spiegare altrimenti quelle folli figure di capitombolanti, zoppi, deformi, prognatici, flatulenti, giocherelloni e arrampicatori alla vita nella tela 'Lotta tra carnevale e quaresima' ? E' una fase di gioco della vita in età moderna, una affollata fascia sinistra, una fase difensiva a metà campo che Pieter Bruegel 'vide' quattrocento anni prima di Peter Briegel": pp.70-76