PIERO MEI, Il primo gol

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PIERO MEI, Il primo gol - I mondiali di calcio in 34 storie, Sperling Paperback, 2006, pp.230

Il libro, che è stato definito il Romanzo dei Mondiali di Calcio, è una ricca messe di notizie inedite

Il primo contratto di Leonidas col Sao Cristovao di Rio fu in natura: "un paio di golf, uno di canapa bianca importata e un altro di cachemir azzurro che veniva dall'Inghilterra e due paia di scarpe": p.29.

Adolf detto Adi Dassler, a guerra finita, costruì scarpe speciali con tela di paracadute e gomma di carro armato prese in un aeoroporto abbandonato della Luftwaffe, fondò dal suo nome l'Adidas, il marchio delle tre strisce e preparò per i mondiali del 1954 i tacchetti allungabili o retrattili, a seconda del terreno, che fu uno dei segreti del "miracolo tedesco di Berna": pp. 64-65.

In giro per il mondo potrebbero esserci almeno tre Coppe Rimet: la A, la B e la C. La A: quella rubata a Londra nel marzo '66 alla Central Hall di Westminster; la B: quella (verosimilmente una copia) fatta trovare poco dopo a Londra dal ladro senza una sterlina di riscatto; consegnata al capitano Bobby Moore ('66) e nel 1970 a Pelé e il 19.12.1983 rubata a Rio, di notte, nella sede federale del calcio brasiliano. E la C: quella, più leggera, che nel 1984 la F.I.F.A. ordinò all'orafo tedesco Wilhelm Geist, per assegnarla, come consolazione per il furto subito, al Brasile: pp. 100-102.

"Valery Lobanovsky dei giocatori sezionava le azioni, i momenti sul campo: non gli piaceva sentir parlar di calcio totale, nemmeno dopo, quando l'Olanda lo praticava e lui ci si scontrò, perdendo; gli piaceva, piuttosto, il giocatore totale, perchè una punta è una punta ma in un momento della partita può trovarsi al posto del centrocampista o addirittura del difensore e allora quello deve fare; non esiste una specializzazione, esiste 'il calciatore'..Credendo nella statistica come in una fede, aveva calcolato che se una squadra sbaglia solo il 15% delle azioni in campo diventa quasi imbattibile. E che, se la strisciata che stampava il giorno dopo ogni partita gli diceva che uno aveva partecipato al 60% delle azioni, voleva dire che non aveva dato il massimo, che era, ovviamente, il 100%. Non avrebbe colpevolizzato il singolo, questo no: l'individuo contava soltanto come parte d'un collettivo, era un ingranaggio nella macchina-squadra che doveva esser veloce, atletica e tattica..Quando passa sotto il monumento a Lobanovsky nello stadio di Kiev, Anatolij Zelentsov, il suo collaboratore scientifico, vorrebbe fargli vedere i nuovi Pc che stanno in una mano: piacerebbe al colonnello aver nel palmo una squadra": pp.179-180; p.183 e p. 185.

Johann Kramer, cineasta olandese, è stato l'organizzatore d'un incontro amichevole Bhutan-Montserrat, che occupavano gli ultimi due posti (202 e 203) del ranking F.I.F.A, svoltosi a Thimphu, capitale del Bhutan, sei ore e mezzo prima che Pierluigi Collina fischiasse a Yokohama l'avvio della finale mondiale Germania-Brasile: pp.222-223