GIANNI BRERA, Lombardia amore mio

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GIANNI BRERA, Lombardia amore mio, Il Pomerio editore, 1982, pp.182, € 10,50

Ad eccezione d'un vero e proprio racconto, ambientato tra Long Island e il Lario ("Pietà per Al Brown", pp.168-171), Brera ricerca nelle componenti storico-politiche, familiari e sportive il profilo della sua terra.

<IL NEW YORK TIMES E LE RANE: OVVERO, LE STRATIFICAZIONI GEOLOGICHE>. "I galli di riva destra non mangiano rane e i galli di riva sinistra ne mangiano. Perchè?, domandano dal New York Times. Ecco la mia opinione, signori: le Alpi sono granitiche (silice, quarzo, mica) e i nostri affluenti portano granito al gran fiume Po. Gli Appennini sono carbonato di calcio e di magnesio: gli affluenti di destra portano argilla (ergo calcio) al gran fiume Po. La gente che sta a sinistra non trova calcio nei prodotti della sua terra e la gente che abita a destra ne trova. Così a sinistra si mangiano rane e a destra non se ne mangiano.." (p.108).

<LE INSOSPETTABILI CONSANGUINEITA' DI PARTE PADANO-LOMBARDA>. "..Sono ormai trascorsi duemila anni dal giorno in cui abbiamo sbagliato la guerra (la 2.a punica). Ha scelto Annibale questo itinerario per tagliare i viveri a Roma, ancora favolosa e lontana città. Noi siamo uniti ai Liguri, ai quali abbiamo sottratto pascoli e acque. I misteriosi Liguri sono ariani che giungono dalla Mesopotamia, per la strada del sud: si chiamano via via Lybui Arii, Berberi, Iberi, Liguri. Nessuna meraviglia che siano berberi anche i potentissimi Barca. Appartengo a un paese troppo superficiale e pago di latinità per appurarlo..Però m'incoraggia la logica, per una volta. L'intuizione non è proprio fatua. Perchè Annibale ha scelto la nostra valle come alleata? Perchè era abitata da affini, produceva grano e sapeva forgiare il ferro..Il nostro alleato Annibale batte i romani al Ticino e si prepara a batterli in valle Trebbia: intanto deve togliere di mezzo Casteggio, loro Fort Apache: e ne compra con oro il comandante, Dasio da Brindisi. Inutile recriminare sui terroni e su Garibaldi: ce li hanno portati i romani duecento anni prima di Gesù Nazareno!..Trascorre un ventennio,..Annibale si arena al tepore di Capua..A più di duemila anni di distanza, il suo senno di poi e di parte padano-lombarda gli rinfaccia il clamoroso errore d'andarsi a cacciare da solo nella parte più buca dello stivale. 'Chi volta e cu a Milan - ghe volta el cu al pan'" (pp.21-24).

<LA FILIAZIONE DA ALBERTO DA GIUSSANO DI FRANCESCO BARACCA>. "L'Italia è una lunga penisola di deselezione etnica da duemila e più anni. L'ultimo guerriero autentico ha difeso bottega a Legnano contro il Rotbart, otto secoli fa. Fra i deleselezionati, il magnifico Baracca da Lugo. Non tanto m'impressionarono le sue vittorie (in realtà poco numerose) quanto l'aneddoto che di lui mi raccontò un giorno Vittorio Varali: stava allo Storione di Padova e giocava a poker ogni sera. Una volta che rimase al verde puntò 'l'austriach ad d'man' (l'austriaco che avrebbe abbattuto il domani); quanto fosse la posta (cioè il premio per ogni abbattimento) Varale non mi ha saputo dire. E magari Francescon ha perso il piatto con un bel full servito" (p.130).

<GIGI RIVA: LA 'VENDETTA' DELL'AUTOCTONO NON VALORIZZATO AGLI ESORDI>. "Per quanto impegnato sulla parola ad essere suo biografo, ho durato fatica lo stesso a capire perchè non lo allettasse un ritorno in Lombardia. Gli offrivano ingenti ricchezze e ovviamente onori tifo amicizie importanti. Preferiva rifugiarsi in casa di pescatori cagliaritani. Scopriva gli agi come glieli andava offrendo la natura, ancora per poco autentica in Sardegna. Vederlo stritolare e succhiare chele di aragosta era un godimento che sapeva fors'anche di vendetta" (p.84)