GIANNI BRERA, Il Club del Giovedì

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GIANNI BRERA, Il Club del Giovedì, a cura di Alessandro Mazzola e Paolo Brera, Nino Aragno editore, 2006, pp.359, € 15

E' la rubrica tenuta sul settimanale "L'Europeo" dal settembre 1987 alla fine del 1988.
"..Non più tardi di ieri sono stato al Modern Art Museum, dov'è montata una mostra fotografica sulla 'Family of Men' ('le varie famiglie degli uomini')..Qui degli studenti in tocco e toga; là un matador che sfruculia il toro con la dovuta eleganza; un nonnino e una nipotina che giocano a dama su un boulevard parigino; una colorita vendemmia in Austria; un cowboy al galoppo sulle tracce d'un manzo riottoso. Un po' tutta l'umanità abitante la Madre Terra viene riassunta con quelle foto che sono anche preziosi documenti" (p.130).
Eclettica la mostra. Ed eclettico il libro: ogni capitoletto (non più di tre o quattro pagine) tratta tre - quattro argomenti diversi, per uno sfarfallare costante: meglio il Brera che addenta l'argomento, sviscerandolo.
"..Sant'Angelo sorge nella parte lodigiana della provincia milanese. Il suo nume indigete è il Lambro, nelle prodigiose acque del quale si possono anche sviluppare fotografie.": p.177  [ironico: allude ai residuati chimici di lavorazione che vi si riversano, N.d.c.].
"..Arriva Renato Corsico ad invitarci nel Castello di Scaldasole. 'Che strano nome!', rileva il professor Nobili di Boston. 'Non è un po' tautologico? Non può essere il sole a scaldare se stesso'..Ma non sa che la tautologia è soltanto apparente. Il nome per noi privo di senso è nato dalla riduzione latina del longobardo-scandinavo Skjoldsaal, o sala del giudice. 'Io cito a memoria, professor Nobili; ma ricordo perfettamente che nel castello oggi chiamato Scaldasole come il paese che lo circonda sorgeva un tribunale. Brisa per vantarci, ma noi lombardi siamo stati i primi a compilare un codice di diritto germanico'" (p.286).
"..Si chiamava Michelino C., era ballerino di fama mondiale. Prima di girare film in Italia era stato per anni partner della divina Mistinguette alle Folies Bergères di Parigi. Nativo della Bassa, veniva ogni anno a trovare la madre e frequentava in nostra compagnia le roventi spiagge di Po..Bastava un'armonica, una rozza accoppiata di chitarra e violino per scatenare i suoi estri: ma sempre fra gli astanti doveva esserci un ragazzo degno di venir guardato da lui..'Si sa come sono gli artisti', cercò di spiegare il fratello di Michelino. Ma un vecchio grimetto, mica male incattivito: 'No no, par mi l'è un cu e basta' (pp.156-157).
"..L'ultima di Lady Real [Moratti] ci aiuta a conoscere lo 'status' della plaga padana infestata dai 'naifs', i quali non sono siluri nè storioni, bensì pittori che vivono nella scia gloriosa di Ligabue da Gualtieri e del suo mentore Zavattini da Luzzara. A pilotare la Lady - che vanta una collezione in cui si sprecano anche i De Chirico - in Padania è il signor Tota, parmense, che dei suoi quadri moderni ha ordinato mostre itineranti. Tota sa quel che vuole presentando alla signora tale Nerone, rivaiolo di Po: 'Il prezzo è questo: 2 quadri, 4 milioni. Un quadro solo, milioni tre'..L'autista Don-Da prende in consegna le due tele e le sistema nel bagagliaio. Dal modo in cui piega la bocca, si capisce che è un po' seccato. Se quei due quadri glieli mollassero gratis, lui non saprebbe dove attaccarli su. Figuriamoci la Lady. Che barba" (pp.330-331)