GIANNI BRERA, Il calcio azzurro ai Mondiali

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GIANNI BRERA, Il calcio azzurro ai Mondiali - Storia dell'evoluzione tecnico-tattica da Montevideo 1930 a Monaco 1974 con l'Italia grande protagonista, Campironi editore, 1974, pp.204

Agli inizi del XX° secolo, a Baires e a Montevideo, grazie ai 'frigorificos' (grandi stabilimenti di macellazione e refrigerazione delle carni bovine) fondati dai britannici, argentini e uruguayani scoprono il calcio. Via via, rispetto alle componenti inglese e spagnola, si segnala quella dei "tanos" o "gringos" (gli immigrati d'Europa), che - vittoria dell'Uruguay al Mondiale del '30 e alle Olimpiadi di Parigi (1924) e Amsterdam (1928) - compiono il cammino inverso: Guaita, Monti, Scarpelli, Stagnaro, Stabile e Orsi ("Orsi dall'Argentina e Peppin da porta Vittoria portano la novità quasi assoluta del tocco di fino" (p.32).

Per il Mondiale del '38 "quasi d'istinto, e molto anche prendendo a prestito dagli uruguagi, gli italiani avevano evoluto il W contaminandolo con il WM inglese: non per quanto concerne le marcature, ma sì per la costante verticalità delle impostazioni" (p.58).

La memorabile semifinale di "Svizzera '54" tra Ungheria e Uruguay: "Quell'incontro mi insegnò a interpretare il calcio più che non avessi potuto in oltre vent'anni di pratica in campo e fuori" (p.112).

Le due allucinanti spedizioni per "Brasile '50" e - "Ferrari li allenava a San Pellegrino e alle 22 li metteva a letto per rientrare in macchina a Milano. Appena partito il C.T., i suoi ineffabili allievi ingaggiavano tremendissime partite a poker e si tenevano umido il retrobocca ingurgitando freschissimi whisky and soda" (p.137) - "Cile '62".

Fallita la spedizione in Cile, viene pronunciato l'anatema contro gli oriundi e il calcio italiano finisce nelle mani di Edmondo Fabbri. Che, al Mondiale '66, disfa a proprio danno l'unico reparto di valore mondiale che vantasse il nostro calcio: la difesa dell'Inter: fuori Guarneri e Picchi, dentro Salvatore e Rosato. E che avrebbe avuto un vero attaccante se avesse compreso nella lista dei 22 Riva ("gli altri erano tremebondi frilletti, assolutamente incapaci d'entrare col cipiglio dei veri goleadores": p.154).

A "Messico '70", l'intervista a un radiocronista di Gianni Rivera, a Toluca accortosi di venir posposto a Mazzola, che spacca lo spogliatoio; in finale, Rivera al 40'st e il mancato avvicendamento di Domenghini e De Sisti, stremati per i supplementari coi tedeschi e per l'altura, con Juliano e Furino.