MAURIZIO IORIO, ADALBERTO SCEMMA, Calciatori, non solo pallosi

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MAURIZIO IORIO, ADALBERTO SCEMMA, Calciatori, non solo pallosi, Edizioni Sonda, 2001, pp.127, Eu 8,30

Bravissimo Iorio!!! Con Adalberto Scemma, autore della voce: 'Verona' nell'Appendice a: Gianni Brera, "Il calcio veneto", del romanzo: "L'Archipinto", Garzanti e insegnante all'Università di Verona, l'ex bomber sedicenne d'una Presidenza Bellotti '75-'76 in C, ceduto a f.s. dal Vigevano al Foggia in A, uno scudetto con la Roma, una Coppa Uefa con l'Inter e azzurro alle Olimpiadi di Los Angeles e oggi commentatore pomeridiano a "Serie A Sky", nel 2001 ha scritto il manuale del calcio di cui nel 1998 Sconcerti, in "Baggio vorrei che tu Cartesio e io..." lamentava l'assenza.

<LA PALLA NELL'IMMAGINARIO> La Palla, la Mamma di tutti i giocattoli, come la vera Mamma è rassicurante e suscita amore a prima vista. A differenza però della vera Mamma, che ama comunque o' scarafone suo, la palla è selettiva, ad alcuni impone il "lei", si fa dare del "tu" da altri, che son quelli che accetteranno d'affrontare una lunga serie di prove iniziatiche (torello, pressing alto, gabbia, raddoppio di marcatura, videocassette didattiche e diete ferree) pur di diventare un Calciatore più o meno grande. Colui al quale, avendo nel proprio DNA un embrionale senso del "sociale", riesce più facile cedere al compagno smarcato "il comune oggetto del desiderio", diventa di regola un centrocampista; chi ama un dialogo continuo, serrato, monocorde, con la "Palla-Madre" (impara il dribbling e i tunnel e "conclude l'azione", senza ulteriori "passaggi di proprietà", calciando il pallone in direzione, non dei compagni, ma della porta avversaria) impersona l'attaccante; chi tutela l'immagine, il buon npme della stessa,, è il difensore: pp.7-11.

<CALCIATORI D'ALLEVAMENTO> Oggi, per arrivare in serie A, servono i muscoli, molto più del cervello. "Una volta il talento di un giocatore si misurava dal tempo in cui riusciva a tenere il pallone tra i piedi senza farselo sottrarre dagli avversari. Oggi accade esattamente l'opposto: il più bravo è colui che impiega il minor tempo possibile a liberarsi del 'fastidioso attrezzo' (così beffardamente lo chiama Mariolino Corso - giocoliere)": p.13. Precisamente come, in un tempo neppur troppo lontano, ad essere oggetto di diffidenza e emarginati dal tecnico erano i calciatori esponenti del "palla avanti e pedalare" (un calcio più vincolato alle componenti atletiche che all'estro). Se oggi un ragazzo scopre d'aver piedi raffinati e tocco vellutato, dovrà sbagliare apposta qualche stop, correr come un etiope su e giù per il campo e sottoporsi a sfiancanti sedute in palestra: pp.12-14.

<LE SCUOLE DI CALCIO> L'opzione più razionale, per Iorio, sarebbe: calcio sulla strada fino ai tredici-quattordici anni, in ossequio alla creatività, e poi iscrizione a una Scuola Calcio tradizionale, in ossequio alla disciplina. Oggi c'è l'alternativa tra l'handicap d'una sostanziale anarchia che incoraggia le soluzioni individuali (mentre il calcio rimane pur sempre un gioco di squadra), connesso al calcio on the road, e la jattura della presenza a bordo campo durante i noiosi allenamenti - perdipiù a palla assente o comunque molto rarefatta - dei papà, usi a dare continui suggerimenti tecnici ("'Quando il tuo papà parla di calcio, tappatl le orecchie!' è al riguardo la scuola di pensiero che fa capo ai 'discepoli veterocalcistici di Carletto Mazzone'", p.21): pp.19-23.

<L'ALLENAMENTO> Gli "obiettivi d'una normale seduta d'allenamento sono finalizzati principalmente al possesso palla e secondariamente alla marcatura a uomo. [Il test di Cooper - Il torello - Le 'ripetute'] Il test di Cooper consiste nel percorrere in corsa tre chilometri in non più di 15 minuti. Il torello consiste nell'inserire sei giocatori in uno spazio limitato (di norma 12x12) e nell'imporre loro di passarsi la palla al volo: a disturbare provvedono altri due che hanno il compito d'avventarsi come fanno i "torelli" con i "picadores". Le 'ripetute' sono la ripetizione di tratti di 50-80 metri da percorrere a tutta velocità e con pochi secondi di recupero tra una prova e l'altra. Tutti i programmi della preparazione sono memorizzati nel personal computer del Mister (registra tutto, dalla frequenza dei battiti cardiaci al grado di aerofagia pomeridiano, dallo strato adiposo dei glutei alla flessibilità dei pollici). Prima ancora che uno strumento utile per il lavoro, è uno status symbol: ciò che conta, per il Mister, non è tanto l'esser aggiornato sulle moderne metodologie della preparazione, ma il lasciar credere di esserlo: pp.41-49.

<LA FAMIGLIA> Nelle rare serate che trascorre fra le mura domestiche, il calciatore entra in presa diretta con gli oggetti delegati a fargli staccare la spina dal calcio giocato. Essi sono, in ordine di preferenza: 1) La "playstation" con la simulazione di partite giocate con gli schemi tattici più disparati; 2) il videoregistratore che consente di rivedere al 'ralenti' i gol più esaltanti; 3) il computer collegato con Internet per navigare nei siti calcistici di tutto il mondo; 4) il televisore sintonizzato sui canali che trasmettono il calcio in diretta; 5) il televisore sintonizzato sui canali che propongono le partite in differita: pp.63-64.

<COME RIMANERE NEL CALCIO> "I direttori generali e i direttori sportivi appartengono a un'altra razza..A imboccare questa strada sono in genere gli ex Calciatori che hanno ormai chiuso con qualsiasi gesto atletico e che si avviano a superare pigramente e felicemente il traguardo del quintale di peso. Aspiranti manager neoesedentari, dunque, che passano metà della giornata a conversare al telefono con se stessi (ma non di calcio) e l'altra metà ad aspettare una telefonata del presidente. Quando la telefonata arriva, gli aspiranti manager afferrano chiavi della macchina e valigetta 24 vuota, lanciano uno sguardo di sufficienza al centralinista e vanno a prendere il presidente per portarlo in sede, oppure al tennis. Mentre guidano inseriscono il "vivavoce" e compongono il numero di Moggi, o di Pasqualin, o di Biscardi, per far capire al presidente che intrattengono relazioni ad alto livello. Speranze quasi sempre deluse: a quell'ora i cellulari sono per metà chiusi e per metà spenti..A questo punto all'aspirante 'manager' non resta che una chance, quella d'iscriversi al Master di Coverciano. Qui si trova a meraviglia, come a casa propria: gli viene insegnato a fare, infatti, tutto ciò che già sta facendo. Però da professionista": pp.115-116. Se volete saper tutto su: la "scatola nera", 'Procuratori' e 'aspiranti procuratori', le plusvalenze e la camminata "da calciatore", leggetelo.