Giacomo Leopardi - Gianni Brera, Dialogo d' Ercole e di Atlante

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Giacomo Leopardi - Gianni Brera, Dialogo d' Ercole e di Atlante, Note al Dialogo e Vita di Leopardi di Elisabetta Degl'Innocenti, Padova, Franco Muzzio Editore, Collana "i Leopardini", 1992, pp.64

Una sorta di Edizione critica della seconda delle "Operette morali" di Leopardi, con un' Introduzione di Gianni Brera, ultimo libro edito in vita (del dicembre '92), assente dalla più parte delle biografie breriane. E' un dialogo brioso, dettato da un proposito satirico verso la decadenza degli uomini e l'antropocentrismo, attraverso un uso irriverente della mitologia e un linguaggio sovente farsesco - l'esergo di Brera: "Il mondo è rotondo e il contino ci gioca al pallone (ma il sospetto è che rida solo lui)" -.

Ercole, incaricatone dal padre Giove, si presenta, a sostituirlo per qualche ora, ad Atlante reggitore del mondo, il quale replica tuttavia che il mondo è divenuto così leggero, che il mantello che porta gli pesa di più. Ercole, fattane, come richiestone da Atlante, la prova, dice che il mondo gli è sembrato vuoto e spento, come un orologio privo di molle. "..Il meglio sarà ch'io posi la clava e tu il pastrano, e facciamo insieme alla palla con questa sferuzza". Osserva però che la palla è divenuta quasi "una pagnotta" [allusione alla moderna scoperta dello schiacciamento dei poli] e quindi rotola così male che gli pare che zoppichi. Atlante propone di dare "una gonfiatina" alla palla perchè, a colpirla di pugno (o di bracciale dentato) ha la sensibilità "d'un melone". E infatti la palla cade. Qui Ercole ha uno sfogo patetico: "Ohimè, poverina, come stai?" dice rivolto alla derelitta palla, pullulante di uomini occupati a dormire come e più di prima.

Brera torna su Leopardi in altri luoghi, ad esempio qui: "Leopardi era un genio, senza dubbio e nessun poeta italiano mi ha dato le sue emozioni. E' però anche vero che l'avevano educato in una casa di codini orribili, e che i suoi soli aspetti mirabili sono dati dalla ribellione a quel mondo ormai fossile..Quando tuttavia lo ispira direttamente la Musa, allora i suoi toni poetici raggiungono altezze inaudite" ("L'arciBrera": Personaggi: Letteratura: Leopardi, p.58).