GIORGIO TOSATTI, Tu chiamale, se vuoi, emozioni

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GIORGIO TOSATTI, Tu chiamale, se vuoi, emozioni - Uomini e sfide in 40 anni di sport, Mondadori, 2005, pp. 263, € 16

E' una raccolta di articoli di una o due cartelle massimo, scritti dal 1966 al 2005 da Giorgio Tosatti (1937-2007) per "Corriere dello Sport-Stadio", "Corriere della Sera" e "Il Giornale". Tosatti inizia la carriera giornalistica a "Tuttosport". Caporedattore del "Corriere dello Sport-Stadio". A partire dal 1987 scrive per "Il Giornale" e fa coppia con Raimondo Vianello a "Pressing". Editorialista del "Corriere della Sera" dal 1993, dal 1996 lavora in Rai, per la "Domenica sportiva" e "Novantesimo minuto" ed è l'unico giornalista a esser stato nominato Direttore tecnico ad honorem dal Centro tecnico di Coverciano e dall'Associazione allenatori. Pubblicati in precedenza: "La carta più alta - Il gioco, la fortuna, l'azzardo" e "1946-1996. 50 anni che fecero grande il pallone", Selezione dal Reader's digest, 1996.

Da una piccola, anzichè da una grande porzione, si coglie meglio il sapore d'una pietanza; o una 'cotta' non prelude necessariamente a una romantica e fluviale storia d'amore alla "Guerra e pace".

[FACCHETTI, CAPITAN GARRONE] "Coerente al nome floreale, Giacinto Facchetti suggerisce immagini riposanti e gentili.. Ha la maestosa eleganza delle betulle, quegli alberi nordici, alti, dritti, chiari, così forti da resistere agli impetuosi venti atlantici": p. 35.

[ANGELILLO, LA FELICITA' RITROVATA] "Marassi è un mucchio di pietre, ingrigite e deluse come questa Genova senza spazio, rosa dal vento, scura di sole, frenetica di lavoro, abbarbicata con radici antiche alle sue colline aride dove nasce solo l'ulivo.. I palazzi si affastellano, l'uno sull'altro, sempre più in alto, cercando uno squarcio di luce.. Un porto da modernizzare; poco entroterra; collegamenti non facili con il Piemonte, la Lombardia e la Svizzera.. Anche il calcio è figlio della ricchezza.. Fra i velluti stinti, le poltrone zoppe, le sete sdrucite, la muffa di questo antichissimo sacrario del calcio, recita Antonio Valentin Angelillo..A vent'anni era un arcangelo: volava sul campo lungo raggi di luce divina, come se fatica, stanchezza e forza di gravità non potessero piegarlo alle loro leggi. Un mattino si svegliò con le ali recise: non le ha più ritrovate.. Sulle assi sconnesse di quest'ultimo palcoscenico, Angelillo ritrova bagliori di grandezza.. Lui va a salutare la gente ad ogni gol, i pugni alzati al cielo e la gioia dei tifosi gli piove addosso: un temporale di felicità sulla sua anima inaridita da lunghi anni di delusione": pp. 43-44.

[ENZO BEARZOT] ".. Non era generale da parate ceremoniali; infatti fra il 1980 e il 1982 perse e pareggiò parecchie partite amichevoli. La sua Nazionale si trascinava avanti straccamente, ma nessuno riusciva a convincere Bearzot. I suoi fidi giocavano male? Pazienza. Il campionato proponeva altre soluzioni? Non gli interessavano. Difendeva il suo gruppo con una testardaggine persino provocatoria, una tenacia insensibile a qualsiasi condizionamento.. Nel 1982 la sua fede fu premiata.. E dopo quel titolo mondiale ci fu solo un tranquillo e malinconico tramonto, con poche vittorie e molte sconfitte. II fuoco ormai s'era spento": pp. 178-179.

[TARDELLI, L'ESTASI IN UNA FOTO] ".. Nella trasformazione della Nazionale di Bearzot, da Vigo a Barcellona, l'unico mutamento tattico reale fu l'ingresso di Oriali e l'avanzamento di Tardelli. Riportandolo nel suo ruolo naturale di centrocampista offensivo, Bearzot cambiò, finalmente, il motore di quella squadra, le diede quella penetrazione e potenza che prima non aveva avuto": p. 180.

[VENNE VIOLA E LA STRAPPO' AD UN'ANTICA RASSEGNAZIONE] "9 maggio 1983. Dopo otto campionati lo scudetto torna nella capitale.. Nella divisione dei meriti tutti hanno la loro parte. Da Vierchowod a Nela, ormai maturi per la Nazionale; da Pruzzo a Conti, il bomber e la sua spalla;.. da Prohaska, inseritosi con lucida classe, ad Ancelotti, risorto da un infortunio che poteva stroncarlo; DA IORIO, BRILLANTE GOLEADOR DELLA PRIMA PARTE, a Righetti, saldo libero dell'ultima; e così via": pp. 197-198.

Da menzionare: [ARTEMIO FRANCHI, il demiurgo] e [1985, La tragedia dell' Heysel].