Gianni Brera, STORIE DEI LOMBARDI

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Gianni Brera, STORIE DEI LOMBARDI, Baldini & Castoldi, 1993, pp.429

La sezione "Se Po c'è ancora": pp.7-44 è il testo seguito dalle fotografie in "Po" di Brera-Merisio, Dalmine, 1973; quella intitolata qui "Il romanzo di Pavia": pp.91-226 ('Num paves da d'ca e da d'là da Po e Tesin': pp.93-99; 'La liberazione d'Italia diventa un fenomeno endemico': pp.101-112; 'Artigiani pavesi e comaschi fuggono ora a Milano per lavorare in libertà': pp.113-118; 'Il grande sogno di Gian Galeazzo Sforza': pp.119-123; 'Messer Torello da Pavia paradigma di civiltà': pp.125-132; 'Vita geniale e triste del dottor Gerolamo Cardano': pp.133-138; 'Chiusa l'università per un duello fra studenti al Carmine': pp.139-142; 'Come un gigione re non inventò la soupe à la pavoise': pp.143-149; 'Per la capricciosa Antonia respinta dal monastero interviene anche il Papa': pp.151-154; 'Ha termine lo stupido flagello spagnolo: l'università sfavilla di lumi': pp.155-158; 'I liberatori francesi non hanno neanche le mutande': pp.159-166; 'Mazzini testa-di bue, Benedetto Cairoli e Agostin da Stradella': pp.167-172; 'Un pilota contadino vola in Brasile dicendo alla moglie vo a Genua': pp.173-177; 'Regata in Stra' Noeuva (che Siena non ha)': pp.179-183; 'Il primo outrigger dalle cassette dei fruttivendoli Usa': pp.185-189; 'Da F.T.Marinetti a Silvio Piola la varia umanità dei pavesi': pp.191-200; 'Qualche soggetto astruso prelude al racconto di orribili delitti': pp.201-208; 'Alcuni non vogliono passare da eroi e don Vittorio [Necchi, N.d.c.] non vuole essere duca': pp.209-216; 'Una squadra di tutti scrittori pavesi vincerebbe magari il campionato': pp.217-226) lo è di: GIANNI BRERA-REMO GRIGLIE', Una provincia a forma di grappolo d'uva, Milano, Istituto Editoriale Regioni Italiane, 1979, pp.1-101, entrambi già recensiti. Mentre le sezioni: "Francesco Sforza": pp.45-80 e "La Brianza": pp.295-302 gravitano rispettivamente sul rarissimo: GIANNI BRERA, Suggerimenti di buon vivere dettati da Francesco Sforza pel figliolo Galeazzo Maria, a cura del comune di Milano, 1979 e su: GIANNI BRERA-REMO GRIGLIE', La grande Brianza, Milano, Istituto Editoriale Regioni Italiane, 1978. Ha raccolto questi scritti storici per Baldini&Castoldi il figlio Carlo Brera.

Nuova per il devoto curatore è la sezione: "Viaggio verso il Nord-est" (cinque province). Se ne riportano gli eventi caratterizzanti a partire dall'epoca delle Signorie: "..Cerco notizie importanti in una storia che è forse cronaca, e spicciola pure": p.408.

[Mantova] "..Ero accoccolato in un gioco per marzaiole. Aspettavo l'alba nel cuore d'una palude crepitante di canne, fervida di richiami, di canti, di striduli gridi..Spirò un refolo di vento che fece cricchiare le canne e rabbrividire lo specchio del gioco. Del tutto sgombro di vapori si arrossò lievemente il cielo a oriente e come per incanto mi apparve il tenero e cordiale profilo di Mantova..Nel tenue ocra del cielo, il bruno della città per me ancora sconosciuta si stagliò quasi cupo come una memorabile volta Siena, dalle ultime crete di Taverne..e subito una voce in me ebbe a dire in un sussurro: 'Ecco il presagio più vero di Venezia'. Allora..la vidi simile a quelle ninfee color ruggine di cui è coperto il suo lago, in contrapposto alla bianca ninfea di marmo che è per me la divina Venezia": pp.325-326.

[Bergamo] "..Giù per la viuzza in cui nacque Donizetti, poco sotto San Vigilio, vediamo i meravigliosi orti degradanti a valle, il mare della pianura che lambisce le imponenti mura veneziane. Sopra quel mare ondeggia fumigando la nebbia, che fa da connettivo cromatico e favolosamente sfuma i contorni. Allora veramente Bergamo appare qual'è: una città magica": p.358.

[Sondrio] "'In testa de la Voltolina [Valtellina] è le montagnie di Bormi [Bormio] terribili e sempre piene di neve; qui nascie ermelini' (Leonardo, Diario di viaggio)"; "Su per lago di Como in ver Lamagna è valle di Ciavenna [Chiavenna], dove la Mera fiume mette in esso lago (...): truovasi di miglio in miglio buone osterie (ibid.)". Il giudizio è valido anche oggi: "Sui crotti chiavennaschi poetò il mite Giovanni Bertacchi, esaltandone la 'magnoca', la'spaleta' o 'violin de carna seca' (esili prosciutti di capra), il formaggio 'bitto', la bresaola (carne essiccata nel fumo) e i biscottin de Prost, la 'fugascia de fioret'. Il sorèl vi soffia tuttora aria fresca d'estate e tiepida d'inverno; sul brasche' grillettan sempre le costine d'agnello, la pinta del vino fa il giro dei convitati": p.312 e p.365.

[Vicenza] "..Papa Gregorio XIII indica al cosmografo domenicano Egnazio Danti quattordici città italiane 'tra le più honorate' e come tali degne d'esser descritte da lui (1579): Vicenza viene ritratta nel corso dell'anno su sei strisce di carta antica, senza filigrana: il ritratto prende la via di Roma il 20 gennaio 1580. Ignazio Danti ne cava il cartone per un affresco. Il modello verrà poi chiamato 'pianta angelica' in omaggio al vescovo agostiniano Angelo Roca, nella cui biblioteca viene ospitato. Sul piano grafico e spettacolare sostiene l'Ackermann che 'ne risulta una delle più accurate e belle immagini di città di tutto il Rinascimento'": p.387.

[Modena] Nel corso di '500 e '600 "..Il gioco della guerra viene esercitato con un fervore soltanto riscontrabile nei tormentati e pur labili annali delle tribù pellirosse. Il popolo è dovunque protagonista passivo e tanto infelice. Capitani da burla e non giostrano per signori che usurpano il potere ma si fanno perdonare di fronte alla storia lavorando almeno per i futuri Enti del turismo. Sorgono cattedrali (e palazzi ducali) quali opere del regime": p.408