AA. VV. - TESTIMONIANZE

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Giorgio Bocca, Gianni Brera, Nicolò Carosio, Alberto Cavallari, Maurizio Chierici, Egisto Corradi, Gigi Ghirotti, Auro Roselli, Bernardo Valli, TESTIMONIANZE - Il vostro inviato, Milano, Sperling&Kupfer, 1973, pp.144.  COME DA “ENVOYE’ SPECIAL PERMANENT” HO VINTO A BRUXELLES UN EUROPEO DI PUGILATO - DAI, LUIGI, SINISTRO E VIA, pp. 19-28.

Non aggiungo altro commento che non siano le note esplicative a questo incredibile pezzo, stupito che, a parte il sottoscritto, nessuno - tesi di laurea o saggio che sia - si sia finora impegnato, sottopostolo a disamina, a dar conto dell’intero Corpus dell’opera breriana.

“Fanno ridere quelli che dicono che la loro vita è un romanzo. Lo è sicuramente la mia ma non lo dico. Io sono diventato grasso e pigro solo quando la vita mi ha preso per il collo. Uno dei tanti aspetti astrusi del mio destino. Finita la guerra 1940-45, sognavo ameni boschetti in riva al mio fiume, una casa fresca e serena in mezzo a filari di pioppi piramidali, cataste di buoni libri da leggere e risme di carta modicamente porosa per scriverci le mie verdi memorie di italiano deluso. Avrei vissuto con le stagioni come riescono solo i veri filosofi e gli animali; pescato ‘a secondare’ dalla riva; cacciato beccaccini e disprezzato fagiani, questi ridicoli polli colorati...L’immagine di me con il fucile imbracciato dietro ai cani non finiva di commuovermi quando sognavo. [G.Bocca, nel 1992, lamentava la mancata raccolta degli articoli di caccia di Brera usciti sul ‘Guerin Sportivo’, N.d.c.] Pensate a lievi onde nebbiose sull’erba ancora madida di guazza. I cani incrociano assidui tracciando solchi di più intenso verde. D’improvviso, uno dei due si pianta impietrito e l’altro fa immediato consenso. Il sangue mi dà un tuffo: la solita scarica di adrenalina lo incendia nel preciso momento in cui immasco. Avanzo cauto. Il mio stivale si stacca dal fradicio producendo pressappoco lo sgarro del beccaccino che finalmente frulla con un ‘gnecch!’ atterrito. Lo cerco e lo copro con il mirino senza lasciarmi confondere dal suo furibondo zig zag a filo d’erba; lo sparo è pronto e sicuro: il beccaccino si abbatte folgorato in un vago fluttuare di penne candide. I cani si avventano: debbo anche smanacciarli perché, gelosi, non abbiano a sbranarmi la preda. Ahi, non ho più il coraggio di procedere oltre: qui si interrompono i miei più modici sogni...Hai voluto infilare la scorciatoia banale del giornalismo?..Quella era poesia pura; la più umile prosa di ogni giorno esige partenza immediata per Parigi. Non ho trent’anni, buon Dio, e i sogni sono quasi tutti svaniti..Coraggio, partiamo. Parigi è la capitale di un paese chiamato Francia, ma tante la France. Il Paese è ricchissimo e Parigi è anche bella, se si vuol riconoscere, ma la mia redazione è un cantuccio buio nella stanza più misera dell’Equipe, al numero 10 di rue Faubourg Montmartre, IXème Arrondissement...Di tanto in tanto, purtroppo, arriva alla mia stanza qualcuno. e non appena mi vede si mette a ballare gridando: ‘hojeh, hojeh!’ Un’esclamazione forse spagnola e irridenti passi di tarantella, che dio lo fulmini: ‘Hojeh, hojeh, italiiianò, ca marche bien la recolte des mandolines?’. Dico: ‘C’est mieux les guitares, dans la vallée du Po il y en a de magnifique’ ‘Tiens! La vallée de quoi, du pot à nuit?’ [del vaso da notte?, N.d.c.] Così va il mondo, paesani, nella Ville Lumière, l’anno di scarsa grazia 1949...Ma loro incattiviscono a vista d’occhio...e ascolta anche queste sui tuoi: vous, les macas, [macaroni, N.d.c.].vous n’etes que des gangsters. Eh no; sfortunatamente, dico io,...l’ultimo lombardo yankeezzato è un certo maggiore Poletti, venuto su con Eisenhower; prima di lui c’era stato Buffalo Bill: era di Cremona, città gauloise (tiens!), dunque era celta: e così ha cambiato Codi in  Cody e si è trovato yankee. Faceva il macellaio per l’impresa che aveva appaltato la ferrovia del West: ogni giorno usciva a bisonti , ma più spesso ne comprava dagli indiani. Mica dovete credere ai miti, vous savez…La psicologia razziale c’entra poco quando un meteco [straniero libero, con limitati diritti politico-civili, N.d.c.] viene messo a giacere [trapiantato e inserito, N.d.c.] in una società a lui estranea, magari questa in notevole ascesa...così Guglielmo Codi da Cremona, mandato a fare bisonti ogni mattina, è diventato un eroe da fumetti...Dolce Francia, dolce zia: vedete se la mia vita non è un romanzo: gioco interno sinistro pensante nell’équipe dell’Equipe, che tutti i sabati si produce al Pershing (centinaia di campi intorno a Joinville). J’ai une touche de balle magnifique lorsque je me gratte le scrotus. Riesco a sballarle sempre più grosse, nel modo più brillantemente volgare: j’suis déja maitre de la langue, ehn?...E il domani: ‘Ricordi quel Delannoit, Gioann, che ha battuto Cerdan in febbraio? Bene, mette in palio il titolo europeo mercoledì con il nostro Luigi Pitti: andresti a Bruxelles da Parigi?...Il tono tecnico dell’incontro è mediocre assai. Il manager Fabbris è preoccupato. L’arbitro gli vieta di parlare dall’angolo. Allora mi decido a gridare io: ‘Sinistro e via, Luigi, sinistro e via!’ ‘Monsieur Brerà’, s’interrompe l’arbitro, ‘etes-vous là par hazard comme journaliste ou comme manager?’..Luigi Pitti regge bene ma questo Cyril è proprio ona ciolla veneranda, si butta dietro alla sventola e tenta l’incornata: quando si agganciano in clinch soffiano tutti e due come adulteri. ‘Schiva a sinistra, Luis, schiva a sinistra e incontra di uppercut destro!’ ‘Bravo dottore’, mi dice il manager, ‘gridi Lei, che capisce di boxe, gridi Lei, grazie’..Con la sua boxe compita e avara da dilettante, Luigi Pitti vince l’incontro e conquista il titolo di campione d’Europa..Torno a Parigi e mi mandano al Tour con Bartali e Coppi. Torno dal Tour e mi prendo un mese di vacanze durante il quale ho tutto il tempo di meditare sul mio destino..E, meditando, ho scoperto che in Francia avrei dovuto lavorare per undici mesi per trascorrere il dodicesimo in Italia. Se avessi fatto il contrario, accettando altresì di dirigere il giornale? [nel ’49, Brera è chiamato a dirigere la rosea, N.d.c.]..Il mondo continua. E starci è così bello!”