Gianni Brera, I CICLISTI DI ALIGI SASSU

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Gianni Brera, I CICLISTI DI ALIGI SASSU - Disegni, Milano, Edizioni della Seggiola, 1980, pp.115

“I ciclisti di Aligi Sassu”: pp.9-17; Osvaldo Patani, “Ritratto di Sassu”: pp.33-39, traduzioni in spagnolo di Adriana Langtry e Marcello Boratto, LXXIV Tavole

Note biografiche (pp.18-19): Aligi Sassu nasce a Milano il 17 luglio 1912 da padre sardo e madre emiliana. A sedici anni è invitato con due opere alla Biennale di Venezia. Con i futuristi partecipa a tutte le mostre in Germania, Cecoslovacchia, Svizzera, Italia: molte delle opere purtroppo andranno disperse

Dal 1929 al 1933 realizza il ciclo degli “Uomini rossi” (circa 500 tra Dioscuri, Argonauti, Giocatori di dadi, Cavalli e Cavalieri, Pastori e Temi sacri o biblici).

Nel 1934 è a Parigi dove frequenta Magnelli, De Pisis, Campigli, Leonor Fini e Légèr.  

Torna in Italia e affronta subito, da socialista, la dura realtà del Fascismo.      Condannato nel ’37, sconta un anno e mezzo di carcere, dopo S.Vittore e Regina Coeli, a  Fossano in Piemonte.

Uscito dal carcere, ritrova il gruppo di intellettuali e artisti amici, coi quali dà vita al movimento di Corrente esponendo nell’omonima galleria nel ’41. Serie delle “Battaglie”, dei “Concilii”, dei “Caffè”, delle “Maison Tellier”. Nel 1963 apre un nuovo studio a Cala S.Vicente (Maiorca): è il periodo delle “Tauromachie” e dei paesaggi spagnoli.

 

 

 

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