FRANCESCO CAREMANI, All'ombra dei giganti

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FRANCESCO CAREMANI, All'ombra dei giganti - L'altra metà del calcio, Prefazione di Fabrizio Calzia, Libri di Sport, 2003, pp.125

Ben scritto e di contenuto gradevole, il libro è un "girovagare per continenti, nazioni, regioni, quartieri, in un continuo incontrare personaggi e storie" del calcio: p.46.

In ognuno dei trentuno capitoletti si esamina una squadra di grido del ranking mondiale e un suo tesserato particolarmente rappresentativo.

Eduardo Galeano, in quella Storia dei Mondiali che è "Splendori e miserie del gioco del calcio", nel 1997 introduce, all'inizio di ognuna delle diciassette Edizioni, un profilo della situazione politico-culturale mondiale corrispondente, il numero complessivo delle partecipanti, suddivise in europee e extraeuropee e i nomi dei migliori realizzatori.

Analogamente Caremani, per ogni team e relativo 'campione', valorizza l'aspetto storico-archivistico: "la Rete è stata un mezzo quantomai prezioso per reperire dati e notizie delle formazioni di cui ho narrato la storia..Perchè, in fondo, Internet è bello anche per questo: non sai mai che cosa troverai con precisione, quando la pagina si sta scaricando è come un arazzo che ti si srotola lentamente davanti agli occhi. Ancor più per chi è appassionato alla materia": pp.29-30.

Il tono un po' alla "Wikipedia" che ne consegue è intenzionalmente bilanciato dal fatto che il 'profilo della situazione politico-culturale', inserito da Galeano a mo' d'introduzione al singolo Mondiale è qui sostituito da un attacco, geografico-economico quanto a soggetto, 'fabuleggiante' quanto a stile, del capitoletto relativo alla storia del singolo club:

[Rangers Glasgow-Scozia] "Bisognerebbe sdraiarsi sugli Altipiani in un giorno di pioggia, quando il vento ti taglia la faccia e l'acqua che cade fitta e continua sembra alcool gettato sulla ferita. Forse lì sull'erba, nel silenzio degli Altipiani, tra lo spirito di Wallace [patriota scozzese del XIII° secolo, alias Bravehart, N.d.c.] e quello di tanti altri indipendentisti scozzesi, si può intuire l'anima d'un popolo che è sempre stato nazione senza bisogno d'esserlo": p.86