MARIO SOLDATI, Ah, il Mundial!

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MARIO SOLDATI, Ah, il Mundial! - Storia dell'inaspettabile, disegni n.t. di Antonio De Rosa, Milano, Rizzoli, 1986, pp.174

Di libri di scrittori al seguito d'un Mondiale è noto: GIOVANNI ARPINO, Azzurro tenebra, romanzo sul calcio che ha come materia la fallimentare spedizione della Nazionale a quello del 1974 in Germania.

E' invece finito nel dimenticatoio "Ah, il Mundial!", diario dell'avventura di Spagna '82. A 76 anni, Soldati, che non era mai stato in Spagna, è incaricato dal direttore del Corriere Alberto Cavallari di "scrivere un articol

Interessante la notizia che, l'indomani di Italia-Argentina 2-1, riporta, fonte lo scrittore peruviano Mario Vargas Llosa, secondo cui "la disastrosa guerra delle Malvine ha demoralizzato i biancocelesti, minato la loro sicurezza e voglia di vincere, e quell'allegria per il gioco senza cui, per straordinari che siano i suoi giocatori, una squadra rare volte funziona": p.94.  

Soldati, dai primi giorni, si mostra fine psicologo: "..Gli anziani si preoccupano forse di 'durare' ancora qualche anno e sanno che, per riuscirci, devono a tutti i costi evitare una mediocre figura. Quelli, invece, d'un'età a mezzo fra gli anziani e il giovanissimo Massaro, pensano che la loro fama, proprio adesso, dopo le tre partite di Vigo, può ancora crescere oppure declinare": p.78.

"..Ecco Zoff..La sua posa era stabile, immobile, con le mani posate sulle ginocchia come quelle d'un faraone scolpito. I suoi occhi luminosi ma in perpetua penombra. E la sua voce bassa, un po' roca, lenta e vibrante, da quarta corda di viola o violoncello, secondo i momenti": pp.49-50.

Con la passione del tifoso segue l'ascesa della squadra fino al titolo.

Nasce "una nuova amicizia che durerà quanto la mia vita...Dove sei oggi Roberto Romero?...pensi tu forse ai giornalisti italiani che ogni notte venivano a cena da te? 'Apriti Sesamo' era come se dicessimo al tuo portale. E tu apparivi, oste e ospite sorridente..e subito, in attesa d'ammannire i tuoi antichissimi e freschissimi cibi, aprivi innumere bottiglie nude, il delizioso, delicato, pungente, Albarino di Galizia, che andavi a prendere nelle campagne vicine": p.151.

Sicché, se ognuno, nel corso della propria esistenza e tanto più invecchiando, tende all'egotismo, alla curiosità e progressiva conoscenza di se stesso, mentre, all'irrompere della gioventù, gode a confondersi con gli altri, a entrare nel gregge, "confermando la distinzione tra il fenomeno collettivo e l'individuale, dirò che il più bello della mia avventura spagnola non appartiene, come la mia età esigerebbe, al secondo ma al primo dei due fenomeni": pp.151-152