Osvaldo Soriano, MAI PIU’ PENE NE’ OBLIO. QUARTIERI D’INVERNO

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Osvaldo Soriano, MAI PIU’ PENE NE’ OBLIO. QUARTIERI D’INVERNO, Traduzione e postfazione di Angelo Morino [No habrà mas penas ni olvido, @ 1979 Osvaldo Soriano, 1a ediz. Einaudi 1979. Cuarteles de invierno, @ 1981 Osvaldo Soriano, 1° ed. Einaudi 1981], Einaudi, 1993, pp.231

E’ stato scritto che, quando gli scrittori argentini, esiliati e non, hanno attaccato il regime dei militari, a volte pagando con la vita (Rodolfo Walsh, Hugo Conti), “l’impegno etico..spesso si è consumato producendo atti d’accusa inficiati, dal punto di vista artistico, da una carenza di quel distacco necessario a far sì che il resoconto d’un’esperienza si trasformi in testo destinato a vivere oltre il momento immediato”: postfazione di A.Morino, p.225

Nei due romanzi brevi (scritti durante l’esilio a Parigi, 1976-1984), che offrono testimonianza di detto periodo, quelle secche sono aggirate in “Quartieri d’inverno”; lo sono meno in “Mai più pene né oblio”.

In comune c’è il luogo, l’immaginaria cittadina di Colonia Vela (che entra tangenzialmente anche in altri romanzi) e la ridotta estensione temporale (24 ore per il primo, 72 circa per il secondo.

In “Mai più pene né oblio” siamo in Argentina tra il 1973 e il 1974. Il periodo è quello che vede il ritorno di Peron e l’epurazione degli elementi più a sinistra del partito peronista. Nel susseguirsi di sequenze rapidissime, che ricordano quelle d’un film d’azione, i personaggi sono inevitabilmente appena abbozzati e nei capitoletti s’alternano incendi dolosi,  bombe lasciate nei gabinetti e nelle carceri e  sedute di tortura.

In “Quartieri  d’inverno”, i due protagonisti, Andrès Galvan, “la voce d’oro di Buenos Aires” e Toni Rocha, pugile in declino, in pochi giorni sconvolgono l’apparente tranquillità di Colonia Vela, in un tentativo di sopravvivere nell’orrore della dittatura strisciante. I  personaggi sono di nuovo ritratti a tutto tondo e investiti dalla comicità.

Notevole anche il finale. Rocha (fatto venire con Galvàn da Buenos Aires per una festa organizzata dalle autorità, con incontro di boxe e spettacolo musicale, rispettivamente), conquistata  Marta, figlia illibata d’un politico locale e in procinto di sfidare il beniamino locale Sepùlveda, militare e espressione dei militari, deluso per un mancato appuntamento pre-match con Marta, che in quel frattempo vi ha accompagnato il padre, provoca verbalmente dalla platea l’avversario e i suoi sponsor, segnando così la fine delle sue speranze amorose.