ALEX BELLOS, FUTEBOL -Lo stile di vita brasiliano-

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ALEX BELLOS, FUTEBOL -Lo stile di vita brasiliano-, Baldini&Castoldi, 2004, pp.390, €9,90

[La partita ai confini del mondo] Fabio Mendez, di Rio, è stato il primo agente a esportare i brasiliani fino in Islanda e alle Faeroer.
[Piedi eroici]  Nel 1894 Charles Miller (poi immortalato in una via centrale di Sao Paolo, la Praca  Charles Miller), sbarcò da Southampton nel porto di Santos con due palloni sottobraccio..Il primo club calcistico fu fondato nel 1900, da una colonia tedesca nel Rio Grande, al confine con l'Uruguay..I neri, al principio, non li lasciavano partecipare, ma ciò non diminuì la loro curiosità. Scoprirono che il gioco era molto più appassionante del cricket e che occorreva solo un pallone. E se la palla costava troppo, ci si poteva arrangiare ad esempio con un involto di calze, un'arancia o uno straccio riempito di carta. Non ci voleva un'attrezzatura e nemmeno un vero campo. La versione informale, praticabile a prescindere dai privilegi di nascita, si diffuse rapidamente presso i poveri delle città..A poco a poco, calciatori di razza mista cominciarono a filtrare nelle grandi società. Si dovevano vergognare della loro pelle..Carlos Alberto, figlio d'un fotografo e primo mulatto a far parte della Fluminense, si sbiancava la faccia con polvere di riso..La squadra portoghese di Rio si chiamava Vasco de Gama. Toccò ai portoghesi, razza discriminata a sua volta, rendere il calcio accessibile a tutti..Tenendo presente che la maggior parte dei brasiliani imparò in partitelle informali, è verosimile pensare che abbia sviluppato una tattica meno vincolata dalle regole, gli schemi e le convenzioni. E se pensiamo che molti cominciarono a giocare tirando fagotti di stracci, probabilmente avranno perfezionato un gioco di palla eccezionale e fantasiosissimo..I brasiliani hanno uno stile tutto loro. O, per lo meno, lo avevano: forse non giocano proprio più allo stesso modo..Alcuni storici hanno avanzato l'ipotesi che l'affidarsi al dribbling maturò a seguito del razzismo degli anni di formazione del calcio. Sostengono che lo stile fu improvvisato dai giocatori di colore che si destreggiavano per proteggersi dai bianchi. I neri evitavano accuratamente il contatto fisico coi giocatori bianchi per paura di rappresaglie. Per mantenere il possesso di palla, i neri dovevano ricorrere all'astuzia piuttosto che alla forza: pp.35-42.
[1950. La finale fatidica] "..Agli occhi di Roberto Mylaert, biografo di Barbosa, la pellicola in bianco e nero è l'equivalente brasiliano del filmato di Zapruder a Dallas. Il goal fatidico al 79' st e lo sparo che uccise Kennedy hanno 'lo stesso dramma, le stesse movenze, ritmo, la stessa precisione d'una traiettoria inesorabile'. In comune hanno anche le nuvolette, una del fumo del fucile, l'altra della polvere di gesso sollevata, nell'attimo in cui calpesta la linea dell'area, dalla scarpa sinistra di Ghiggia..Ma perchè il Brasile perse?..Thomas Soares da Silva, alias Zizinho, tira fuori un mucchio di cartoncini sui quali ha disegnato diagrammi di schemi tattici. 'Per il semplice fatto che giocavamo alla WM..Ma l'Uruguay mica giocò così. Giocò con una linea retrocessa e l'altra avanzatissima'.. 'Es viejo sistema' [W o metodo], recita Zizinho mimando un forte accento ispanico: pp.58-68.
[Incontri tribali] In Brasile si contano duecentosedici tribù e probabilmente ne restano una dozzina ancora da scoprire. Vi sono in tutto 350mila individui che parlano circa 180 dialetti diversi e i cui villaggi si estendono dalla rigogliosa giungla amazzonica al Nordest semidesertico e alle Pampas a sud.
[L'angelo dalle gambe storte] Mané Garrincha dribblava come in un duello corpo a corpo. Non riuscivi assolutamente a intuire che direzione volesse prendere e ti capitava di vederlo tornare indietro, l'unico a fare una cosa del genere..Garrincha dimostrò, in modo davvero eclatante, che la società brasiliana non dà sicurezza [La Botafogo profittò della sua ingenuità facendogli firmare sempre contratti in bianco, che poi riempivano con il salario minimo consentito: il migliore non guadagnava nemmeno quanto i compagni, N.d.c.], mentre Pelé trovò una carriera al di là del calcio, come uomo d'affari, politico e giornalista: pp.110-114.
[Carnevale e tifosi]  I tifosi che esasperano la loro passione sono conosciuti come 'torcedores', nell'accezione che il dizionario dà del verbo 'torcer' ovvero 'piegarsi o torcersi' relativa al tipo di movimento che compie il 'torcedor' quando tifa..Indossare un'uniforme, tipo la maglietta del Flamengo o il costume di Carnevale, costituisce un modo per rinnegare le differenze di classe e di razza.
[Il mio bel Toni]. [Donne, motori e palleggi]. [Rane e miracoli]. [Il goal inconfondibile] "..Se il Brasile dovesse cambiare il calcio, lo farebbe solamente a condizione di poter rompere l'ortodossia per riscrivere le regole con giocosa e leggiadra esuberanza, cioè seguendo lo stesso processo mentale che produsse Tospericaragerja. Nel 1970 nacque detto bambino, il cui nome contiene la prima sillaba di più della metà dei nomi dei giocatori che vinsero il mondiale di allora: Tostao, Pelé, Rivelino, Carlos Alberto, Gerson e Jairzinho. Grazie al nome dei suoi protagonisti, il calcio brasiliano offre una vetrina mondiale alla cordialità dello stile di vita carioca. Chiamare qualcuno per nome è una dimostrazione di confidenza, chiamare qualcuno per soprannome lo è ancor di più. Il Brasile si sente come una squadra di cari amici, amici delle partitelle al parco. Nessun'altra Nazionale suscita dei sentimenti d'affetto come la loro. Chiamando semplicemente Ronaldo per nome, il tifoso familiarizza con lui, diversamente da quanto accade coi vari Beckenbauer, Crujiff o Keagan..In una cultura orale nella quale v'è la tendenza a dare un soprannome a ogni cosa, ben presto alla palla furono attribuite caratteristiche umane..Immagino che neanche gli eschimesi abbiano tanti sinonimi per 'neve' quanti ne hanno i brasiliani per 'bola' (palla): pallone di cuoio, bambino, ragazza, bambola, paffutella, Maricota, Leonor, pillola, Maria, la rotonda, amico, sfera, chicco, dirigibile, lei, la infedele, la piuma, il cuoio, la rotondetta, la tipa, la desiderata, il globo, la gonfia, la castagna, la sfera di cuoio, la signorina, il Guiomar, Margarida, la mortadella, l'animaletto, la capricciosa, l'ingannevole, il demonio, la gomma, la camera d'aria, il pentagono, la palla di cuoio..Le rubriche sportive di Nelson Rodrigues, tra il 1951 e il 1961, trasportano in un'altra dimensione i testi sul calcio. Tanto per cominciare, egli s'inventa i personaggi e le situazioni..Per esempio, per dare una spiegazione ai fatti assolutamente imprevedibili, Nelson sostenne fossero l'opera del Supernatural de Almeida, un uomo che sbucava dal Medioevo e che attualmente era relegato a vivere in una fetida stanza in un sobborgo a nord di Rio. Che entrò a far parte del vernacolo del calcio. Spessissimo ho udito un commentatore dire, per spiegare un rimbalzo sfortunato: 'Ecco, il Soprannaturale di Almeida'..I brasiliani non amano essere troppo critici in fatto di calcio, preferiscono che rimanga a metà strada fra la realtà e la fantasia. Preferiscono che rimanga il più fluido possibile, pieno di storie, di mitologia e inspiegabile passione": pp.226-245.
[Le nudità del calcio]. [Un gioco di due emisferi]. [La tartaruga in bombetta]. [Abbiamo perso perchè non abbiamo vinto]. [Il dialogo socratico].
Recensiti i capitoli più validi. Libro interessante, dallo stile frizzante ma sorvegliato. Brera rientra in un'altra dimensione. Qualche affinità con Beppe di Corrado