Aldo Palazzeschi, NELL'ARIA DI PARIGI

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Aldo Palazzeschi, NELL'ARIA DI PARIGI, sei disegni di Orfeo Tamburi, Roma, Cultura Moderna Editrice, 1945, pp.1-143

 


Dai viaggi a Parigi nel 1914 e più volte dopo la guerra, una poesia - "Non ERA di merletti il mio cappello?/Vi traspariva il cielo./E' mio questo cappello./Questo cappello di velluto nero,/ombrello frustato/..tutto toppe,/coi fiocchi di seta viola smenciucati,/i veli ciondoloni,/le nappe dei goccioloni ghiacciati./..Eppure lassù, io lo so, ci dev'essere il turchino, /son fino e ti potrei forare/cappellaccio assassino!" [Cattedrale di Notre Dame]; "La dame aux camélias" con Sarah Bernhardt, prima che, per un'infermità alle gambe, non apparisse sulla scena che in opere scritte apposta per lei immobile sopra una poltrona [L'ultima margherita]; un'asta d'autografi di personaggi celebri [Hotel Drouaut]; la fine, con l'automobile, dei cavalli pubblici [Monsieur Debout]; un'Esposizione, al Louvre, di dipinti di Toulouse Lautrec "giunti da tutti i paesi d'Europa e d'America" [Il pittore della notte]; all'Hotel de la Paix, l'incontro con una principessa russa di professione "fiischiatrice", dal gorgheggio "di sicura e prodigiosa agilità", che ogni sera "con un corpo in forma di grande uccello: tutto d'argento con una coda lunghissima, le zampine d'oro e sul capo un ciuffo d'oro magnifico" scende dal taxi, di ritorno dal suo cabaret, Rue Pigalle, in cui s'è esibita [Spuntano le ali].

 


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