Donald Barthelme, LA VITA IN CITTA'

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Donald Barthelme, LA VITA IN CITTA', @ New York, Farrar Strauss, 1970, traduzione e Prefazione: 'Dimmi due cose, Don', pp.7-15, di Vincenzo Latronico. In copertina: da: Eric Gill (1931). Roma, minimum fax, 2013, pp.1-166

 


p.27  Vedute di mio padre in lacrime

p.44  Paraguay

p.55  Il cane che cade

p.63  Al Museo Tolstoj

p.74  Il Ballo dei poliziotti

p.78  La montagna di vetro

p.85  La spiegazione

p.97  Kierkegaard ingiusto con Schlegel?

p.108  L'amico del Fantasma dell'Opera

p.115  Frase

p.124  Sugli angeli

p.128  Lesioni cerebrali

p.142  La vita in città


Certa gente crede che si debba dire la verità, ma

è gente empia e illusa, e se stai a sentire quel che

ti dicono, sarai tragicamente infelice per tutta la vita.

[Lesioni cerebrali, p.140]


<Vedute di mio padre in lacrime>

Perso il padre, investito dalla carrozza d'un aristocratico, si mette alla ricerca del responsabile.


<La montagna di vetro>

Scala un palazzo di vetro, usando come ventose due sturagabinetti.


<Kierkegaard ingiusto con Schlegel>

Fa cogliere l'atmosfera che caratterizza i racconti.

"..- In un libro, Il concetto di ironia, Kierkegaard dice che l'aspetto straordinario dell'ironia è che conferisce all'ironista una libertà soggettiva. Se ciò che l'ironista dice non è ciò che intende, o è il contrario di ciò che intende, allora è libero tanto rispetto agli altri quanto rispetto a se stesso. Non è vincolato da ciò che ha detto. L'ironia è un modo di privare l'oggetto della sua realtà, perché il soggetto possa sentirsi libero..

Comunque: consideri un'ironia rivolta non contro un dato oggetto, ma contro la totalità dell'esistenza. Un'ironia rivolta contro la totalità dell'esistenza genera, secondo Kierkegaard, straniamento e poesia..".

Anche, a p.107: "..L'inevitabile tendenza di ogni cosa particolare a sottolineare la propria particolarità." [corsivo del c.].


<L'amico del Fantasma dell'Opera>

"..Nei primi anni della nostra amicizia suggerivo misure drastiche. Una nuova vita!..Una casa, persino il matrimonio e dei figli non erano da escludersi..

Mercoledì. Ricevo un biglietto che chiede con urgenza un incontro..

Gli tremano le mani. Trattengo il fiato.

- Ho deciso di seguire il tuo consiglio..Domani sera, a quest'ora, lascio per sempre l'Opera -.

Accecato dall'emozione, non trovo nulla da dire.

Un'energica stretta di mano e se ne va.

Gli viene preparata una stanza. Dico alla servitù che aspetto un ospite che rimarrà con noi per un periodo indefinito..

Ma giovedì, quando vado a chiamarlo all'ora convenuta, il Fantasma non c'è.

Che frustrazione!

In parte non è forse anche un sollievo?

Può essere che gli stia antipatico?

Mi siedo sul marciapiede, fuori dell'Opera. I passanti mi guardano. Starò cent'anni ad aspettare qui. O fino a quando la carne calda dell'amore non si sarà nuovamente freddata nel guazzetto insipido del buonsenso.".


<Frase>

Canonicamente senza un 'a capo', è un 'penso' sul monologo interiore.


<Sugli angeli>

"La morte di Dio lasciò gli angeli in una strana posizione. Furono improvvisamente assaliti da una domanda fondamentale. Si può provare a immaginare il momento. La domanda era: Cosa sono gli angeli?

Nuovi al domandare, disabituati al terrore, inesperti di solitudine, gli angeli (supponiamo) piombarono nello sconforto.

La questione di cosa 'siano' gli angeli ha una storia notevole. Swedenborg, ad esempio, ha parlato con molti di essi, riportando fedelmente ciò che gli hanno detto. Gli angeli sono di aspetto simile agli uomini. - Che gli angeli siano forme umane, o uomini, l'ho visto coi miei occhi migliaia di volte -..

Tutto questo (presumibilmente) ha smesso d'essere vero.

Gustav Davidson, nel suo utilissimo Dizionario degli angeli,..distingue alcune categorie:..i messaggeri, i mediatori, i custodi, gli avvertitori..

Ma anche questo ha smesso d'essere vero.

Un aspetto curioso di chi scrive di angeli è che, molto spesso, si scopre a scrivere di uomini. Gli argomenti sono gemellati. Così si scopre che Lyons, ad esempio, in realtà non sta scrivendo di angeli ma di schizofrenici - invoca gli angeli per ragionare di uomini. E questo è vero di molti altri testi sull'argomento..- un angelo è più simile a un quetzal [uccello considerato dagli aztechi emblema del potere regale, ndc.] o a un uomo? o alla musica?..

Ho visto un angelo famoso alla televisione; i suoi abiti scintillavano come nella luce. Ha parlato della situazione attuale degli angeli. Gli angeli, ha detto, sono come gli uomini in un certo senso. Il problema dell'adorazione è ritenuto centrale. Ha detto che per un po' gli angeli avevano provato ad adorarsi l'un l'altro, come noi, ma che alla fine 'non sembrava abbastanza'. Ha detto che sono ancora in cerca d'un nuovo principio.".