Marguerite Yourcenar, IL TEMPO, GRANDE SCULTORE

Stampa

Marguerite Yourcenar, IL TEMPO, GRANDE SCULTORE @ Le Temps, ce grand sculpteur, Parigi, Gallimard, 1983,  traduzione e Cronologia della vita e delle opere di Marguerite Yourcenar, pp..211-214 di Giuseppe Guglielmi, Nota bibliografica , p.209 e sg., di Yvon Bernier, Einaudi, 1994, pp.1-215

 


p.3  Sopra un passo del Venerabile Beda

p.11  Sistina

p.21  Tono e linguaggio nel romanzo storico

p.49  Il Tempo, grande scultore

p.57  Sopra un sogno di Durer

p.63  La Nobiltà della sconfitta

p.77  Bestie da pelliccia

p.83  Giochi di specchi e fuochi fatui

p.99  Su alcuni temi erotici e mistici del Gita-Giovinda

p.115  Feste del corso dell'anno

p.131  Chi sa se lo spirito delle bestie scenda giù sotto terra

p.141  Questa sinistra facilità di morire

p.145  L'Andalusia o le Esperidi

p.161  Oppiano o Le Cacce

p.169  Una civiltà a compartimenti stagni

p.173  Incontri col Tantrismo

p.183  Scritto in un giardino

p.189  Elegie sepolcrali: In memoria di Diotima: Jeanne de Vietinghoff; Abbozzo d'un ritratto di Jean Schlumberger; Elegia per Jacques Masui


"Diciotto saggi magistrali sull'inesorabile trascorrere del tempo": copertina. Bypassando l'erudizione, racchiusi in un arco di tempo da Socrate e Platone a Curzio Malaparte e Julius Evola: "..Quanto più s'è sviluppata nell'arte una sensibilità propriamente indù, tanto più l'erotismo s'è insediato nell'espressione delle forme. Lo stesso erotismo che bagna deliziosamente i lunghi nudi snelli degli affreschi di Ajanta, che rigonfia a Kailasa le forme quasi rococò delle dee-fiume, e perviene a un coreutico furore nella statuaria scivaita d'epoche più tarde, si ripete poi, in certe figure stavolta di proporzioni più tozze, nei bassorilievi di Khajuraho, d'Aurrurangabad, di Mahavalipuram. Carni rotonde, lisce, quasi elastiche, dense della molle densità del miele che cola sul miele. Si ha l'impressione che questi tronchi, una volta sezionati, presenterebbero allo sguardo un interno omogeneo e carnoso come la polpa d'un frutto.. [Temi erotici e mistici nel Gita-Giovinda];"; "..Il palazzo di Medina Alzahara, nei pressi di Cordova, non è ormai che un ammasso di macerie ridotte quasi in polvere e tuttavia impressionanti: è un'Asia più immemoriale dell'Islam, è l'Iran achemenide, sono i versi melanconici dei poeti persiani sulle dimore reali abitate ormai dall'onagro e dalla gazzella che tornano alla mente in quelle sale nude, alla vista del cervo di bronzo in cui s'afferma una tecnica millenaria, degli stucchi e dei frammenti ove l'ossessione della forma animale si traveste in arabeschi e fogliami. Ad onta del breve interregno vandalo  o visigoto, l'arabo il più delle volte in Spagna s'è sovrapposto di netto all'antico; l'arte d'una civiltà per cui ogni dilettazione estetica e scienza dello spazio approdano alla forma umana, si vede soppiantata da un'arte vocata alla sola modulazione di linee che si distendono, s'allacciano, si costeggiano, non significano altro che se stesse, musica astratta, eterna meditazione matematica..La pittura sivigliana (e si possono annoverare sotto questa dizione i pittori nati a Siviglia, come Murillo e Valdés Leal, quelli che vi fecero l'apprendistato, come Velasquez, o vi operarono in vita, come Zurbaran) sta tutta nello spazio d'un secolo, il XVII..Nelle scene di genere o nella natura morta, la scuola andalusa s'impone in virtù di questo realismotipicamente spagnolo, e, se si vuol dar al termine pienezza semantica, bisogna forse restituirgli il significato dialettico che aveva nella filosofia medievale. Non l'Essenza o l'Idea, ma la Cosa. Non la meditazione d'un Rembrandt o d'un Soutine sopra i segreti della materia, non la visione quasi mistica d'un Vermeer o la ricomposizione intellettuale e formale d'uno Chardin o d'un Cézanne. Ma l'oggetto stesso, il pesce, la cipolla, il garofano, il limone giustapposto all'arancia..[L'Andalusia o le Esperidi]; "..Le radici affondate nel suolo, i rami tutelari dei giochi dello scoiattolo, del nido e dei cinguettii degli uccelli, l'ombra concessa alle bestie e agli uomini, la cima che si leva nel cielo. Conosci una maniera più saggia e benefica d'esistere? E di qui lo scatto di rivolta di fronte al taglialegna e l'orrore, mille volte più grande, dinanzi alla sega meccanica. Abbattere e uccidere ciò che non può fuggire..Ogni acqua aspira a diventare vapore, e ogni vapore a ridiventare acqua..Rocce composite, fatte di lave vulcaniche e di sedimenti trasportati dall'acqua, amalgama antico di migliaia di secoli. E la loro forma esterna rielaborata senza un attimo di sosta, riscolpita dall'aria e dall'acqua..Il tuo corpo composto per tre quarti d'acqua, più un poco di minerali terrestri, un pugno scarso. E questa grande fiamma in te di cui non conosci la natura. E nei tuoi polmoni, presa e ripresa di continuo dentro la gabbia toracica, l'aria, l'ossigeno, questo splendido straniero, senza cui non puoi vivere. [Scritto in un giardino]".