Rétif de la Bretonne, LA SCOPERTA AUSTRALE

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Rétif de la Bretonne, LA SCOPERTA AUSTRALE @ La découverte australe, 1781, traduzione, Introduzione, pp.7-17 e Cronologia della vita, delle opere e dei tempi di Rétif de la Bretonne, pp.18-31, di Paola Dècina Lombardi. In copertina: Martin Johnson Heade, Orchidea, passiflora e uccello-mosca, 1880, New York, collezione privata. Milano, Mondadori, 1980, pp.1-251

 


p.37  Uno strano interlocutore

p.43  Storia di Victorin - Il segreto del volo - Scoperta del Monte-inaccessibile

p.66  Rapimento di Christine - Insediamento e vita sul Monte-inaccessibile

p.84  Victorin rapisce il suocero - I regolamenti del Monte-inaccessibile - Partenza per le isole Australi

p.98  Scoperta dell’isola Christine e degli Uomini-della-Notte

p.108  L’isola La Victorique - Abitudini e Costumi dei Patagoni - Matrimonio del figlio di Victorin con una Patagone

p.125  Le feste del matrimonio - Alleanza con gli Uomini-della-Notte

p.136  Victorin e i Figli scoprono le altre isole australi e i loro abitanti - Uomini-scimmia - Uomini-orso - Uomini-cane - Uomini-maiale - Uomini-toro

p.150  Proseguimento della scoperta delle isole australi - Uomini-montone - Uomini-castoro - Incontro con dei naufraghi - Uomini-capro

p.164  La vita sull’isola-Christine - Nuove scoperte: Uomini-cavallo - Uomini-asino - Uomini-rana - Uomini-serpente

p.178  Gli Uomini-elefante - Gli Uomini-leone

p.189  Altre isole australi - Gli Uomini-uccello - Scoperta della Megapatagonia

p.203  I Megapatagoni: la lingua, i costumi, i sapienti - Scienza dei Megapatagoni

p.217  Morale e religione dei Megapatagoni - Arte e letteratura

p.232  Festa dei matrimoni in Megapatagonia - Ritorno all’isola Christine e proclamazione d’una nuova Costituzione


Estrosità capillarmente diffusa (1781!)


Victorin, figlio d’un Procuratore fiscale, Dedalo francese, diventa per amore Uomo Volante, condizione che gli permette d’ottenere il rapimento di Christine e un regno su un’isola ai confini del mondo, di cui farla sovrana  e su cui governare.

“ ..Dopo sedici anni di matrimonio, e almeno sette di soggiorno sul Monte-inaccessibile, non era ancora partito per conquistarsi lustro..I due Uomini-volanti [Victorin e il figlio Alexandre] equipaggiati con le loro ali pesanti si levarono in aria dalla punta più scoscesa del Monte-inaccessibile, alle dieci di sera..Poche Persone poterono far attenzione ad essi durante il viaggio: l’oscurità, al momento della partenza, e la grande altezza alla quale si mantennero poi, li facevano sembrare delle nuvolette agli occhi dei Contadini; quanto alla gente delle Città, non vide nulla, tranne quella del Cairo in Egitto, perché gli Uomini-volanti s’erano abbassati per esaminare un grosso Coccodrillo che dormiva sul Nilo. La loro apparizione provocò un clamore generale in tutta la Città. Musulmani, Copti, Ebrei: i Primi credettero che Maometto, in persona, venisse a punirli per le loro frequenti rivolte; i Secondi pensarono che era la fine del mondo; quanto agli Ebrei, aprirono tutte le finestre e si misero a gridare, Messiah! Messiah! Adonai! Ma gli Uni e gli Altri furono molto stupiti quando videro i due Uomini-volanti passare senza fermarsi, e raggiungere la piramide più alta sulla quale si posarono..


Puntarono  un po’ a nord, e riconobbero un’isola abbastanza grande, verso il 55° grado di latitudine australe. Il paese sembrava completamente arido, a mala pena vi si sarebbe scoperto qualche arbusto. Gli Uomini-volanti scesero su quella terra-morta, e vi cercarono degli Abitanti..Si imboscarono in riva al fiume, con la pancia a terra, e appena dalla caverna uscirono dei Castori per andare in acqua, Alexandre ne afferrò uno. Ma quale fu la sua sorpresa quando riconobbe nell’animale una faccia molto vicina a quella umana, e notò nei movimenti tutte le manifestazioni che indicano un Essere ragionevole. Era una femmina; non soltanto in un primo momento fece la morta ma quando vide che non serviva a niente, giunse in modo supplichevole le mani, e sembrò che cercasse di suscitare la compassione, mediante un gridolino ininterrotto e variato che senza dubbio era il linguaggio della Nazione..


Da molto tempo il progetto di Alexandre era quello di compiere il giro del Globo seguendo il parallelo dell’isola-Christine e poi di farlo seguendo tutti gli altri paralleli. Quest’anno ha portato a termine il primo obiettivo, nel trentesimo anniversario del regno del Padre e della Madre nell’isola Christine. A sud-ovest dell’Isola-montone, ha trovato una bella Isola, attraversata da vallate e da colline verdeggianti, il cui terreno era grasso e fertile; i suoi pascoli sembravano ottimi. Alexandre aveva come compagni Hermantin suo figlio maggiore, e il giovane Dagobert, il maggiore dei suoi nipoti..Scorse un bel branco di Cavalieri, che correva saltando, e i cui Cavalli nitrivano in modo assai-straordinario, ma abbastanza piacevole. Ma mentre s’avvicinavano, s’accorsero che quelli che avevano preso per Cavalieri montati su dei cavalli non erano altro che una specie d’Animali, che camminavano su due piedi, e talvolta su quattro, con una specie di criniera di Cavallo sul collo; con una testa allungata, ma più umana che cavallina, e la punta dei piedi a zoccolo come i Cavalli, mentre le mani somigliavano abbastanza alle zampe d’un Orso..


A  22° di latitudine-nord, un po’ al di qua del-tropico-del Capricorno, gli Uomini-volanti trovarono una bellissima isola sulla quale si fermarono, sempre con le stesse precauzioni che abbiamo visto, benché fossero meno necessarie, perché Hermantin e i suoi giovani Compagni erano Persone molto diverse da Victorin e dai suoi due Figli..Se ne stavano tranquilli da circa un’ora, quando udirono dei passi pesanti, come di parecchie Persone che s’avvicinavano al lago. Allora videro con stupore delle enormi Masse mobili, che camminavano alcune su due piedi, altre su quattro, con una testa d’uomo mostruosa e una proboscide di Elefante per naso, mani e piedi pressapoco di Uomini, ma coperti d’una pelle dura e screpolata come quella dell’Elefante..Dopo essersi bagnati, avanzarono verso una delle rive del lago coperta d’ombra, e ci si addormentarono in coppie..allorché un elefantino-uomo, che voleva poppare, svegliò la Madre. Costei, aprendo gli occhi, si vide accanto Hermantin: ora le Donne-elefante hanno molto pudore: arrossì di vergogna e di collera nel vedersi osservata da tanto vicino, aspirò un po’ d’acqua con la proboscide e la lanciò sul Curioso, emettendo un grido che svegliò tutto il branco. Il povero Hermantin, sebbene zuppo, cercò di aprire le ali, ma l’acqua le aveva talmente appesantite e incollate che non riusciva ad alzarsi in volo..


Dopo aver attraversato un mare immenso, giunsero finalmente in una grande Isola lunga pressapoco cento leghe e larga trenta, che in un primo momento presero per un continente; ma quando furono arrivati nel centro, avvistarono il mare da tutti i lati. L’indomani mattina, scesero nella pianura e cominciarono le ricerche..Due Abitanti dell’Isola, usciti da una caverna situata proprio ai piedi della montagna, e che non avevano notato, venivano verso di loro strisciando. Niente potrebbe terrorizzare tanto come quei due Esseri! Immaginatevi la faccia orrenda del Leone in preda alla furia, adattata ad un corpo umano, una bocca aperta da un orecchio all’altro, con dei denti aguzzi; mani e piedi armati d’artigli; una giuba folta al posto della capigliatura, occhi lucenti, il cui sguardo annunciava la sete del sangue e della carneficina..Allora Hermantin gli fece segno di fermarsi e, dopo il rifiuto, ordinò a uno di coloro che planavano di sparare un colpo di carabina che ruppe il braccio a quello che era venuto più avanti, e ferì l’altro..

Quando i feriti furono guariti, gli Uomini-leone fecero grandi festeggiamenti, e vennero a portare agli Uomini-volanti dei doni che consistevano in selvaggina. Ora dovete sapere che durante la cura, Hermantin e i Compagni erano riusciti ad insegnare un po’ di francese ai Feriti, e a capire alcune delle loro espressioni. Esse erano molto rozze, e la loro lingua era formata unicamente di venti o trenta parole, senza particelle e congiunzioni..M’ r’ ho- on-homm significava selvaggina; hhiihhoump, amare, desiderare, volere. I nomi hanno soltanto il vocativo, e i verbi il solo infinito; un gesto in avanti indica il futuro, ; un gesto indietro esprime il passato, la zampa sulla testa è per il presente; ci sono soltanto questi tempi. Niente aggettivi, se non buono e cattivo, lungo e corto, quantunque non siano parole ma segni: il primo consiste nel posare la mano aperta sul cuore; il secondo, ad allontanarla da sé; il terzo nel fare una traccia sulla mano dal polso alla punta delle dita; per il quarto si mette un dito sulla punta della zampa; questo gesto significa anche tra poco, adesso, oggi..La lingua è quindi molto facile da imparare in quanto imperfetta e poco espressiva, ma soltanto i gesti permettono di renderla capace d’esprimere parecchie cose affinché degli Esseri intelligenti possano tradurre attraverso di essa tutte le idee della vita comune..”