Theodor Storm, LA CITTA’ SUL MARE

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Theodor Storm, LA CITTA’ SUL MARE, traduzione e Nota, pp.5-12, di Alfio Cozzi, Milano, Rizzoli, 1951, pp.1-279

 


[p.5  Immensee]

p.43  Postuma

p.47  Una foglia verde

p.61  Hinzelmeier, fiaba meditata

p.84  Nel sole

p.96  Angelica

p.115  La fattoria

p.144  Rose tardive

p.154  All’università

p.209  LE FAVOLE DELLA BOTTE @ 1864-1865

p.209  Introduzione dell’A.

p.212  La Gertrude che fa piovere

p.238  Lo specchio di Cipriano

p.260  Casa Bulemann


“Poiché la presente raccolta non può giovarsi d’un titolo originale tedesco, vi è stato dato quello di La città sul mare: esso richiama la definizione che lo stesso Storm dà della sua Husum, sfondo costante di tutti i suoi racconti, la grigia città sul mare, ‘die graue Stadt am Meer’, nella poesia La città (Gedichte, Erstes Buch)” : Nota, p.12


<La Gertrude che fa piovere>

Racconta la visita fatta da una coppia di contadinelli innamorati al regno incantato di Gertrude, la dispensatrice della pioggia. Essa è stata addormentata dalla magia del maligno spiritello Eckeneckepenn, il genio del fuoco. Ma Mareen, la contadinella, ha appreso le parole magiche per svegliare la fata, e il luogo dov’essa abita. Appena pronunciata la formula dell’incantesimo, la fata si desta, e dalle sue mani escono le tanto attese nuvole imbrifere.


<Lo specchio di Cipriano>

Una castellana riceve in dono da un mago uno specchio che preannuncia alle donne buone la nascita dei figli. Ma se sulla sua superficie si rispecchia una cattiva azione, esso perde le qualità magiche. Dopo aver dato alla luce un bimbo, la castellana muore, e suo marito dà presto una matrigna al figlio, la quale anch’essa diventa a sua volta madre. Dopo che anche il conte è morto, la matrigna fa uccidere il figliastro in cospetto dello specchio per dare tutto il potere al proprio figlio. Ma questi muore improvvisamente quasi per incantesimo. Lo specchio riacquista i suoi poteri magici soltanto molte generazioni dopo, quando una buona donna, nata dal sangue della cattiva matrigna, si dedica amorevolmente al suo figliastro, discendente dell’antico casato.


<Casa Bulemann>

E’ una storia fantastica, con evidenti influssi hoffmanniani, d’un vecchio avarissimo ex-marinaio che abita in una decrepita casa in compagnia d’un’anziana governante e di due enormi gatti, Graps e Schnores. La governante infine è presa dall’orrore di questa sordida atmosfera e fugge dalla casa, abbandonando il vecchio ed i suoi gatti. E questi a un tratto crescono, s’ingigantiscono, diventano enormi e crudeli mostri che lo tengono prigioniero. Il vecchio non riesce a uscir di casa, non riesce a chiedere aiuto, non riesce nemmeno a morire. A poco a poco i suoi tessuti si raggrinziscono, si seccano: egli diventa piccolo, diabolico, e dovrà vivere eternamente sotto forma di minuscolo, odioso spiritello.